✕
Sezioni
29/10/2026 ore 09.47
Società

Neuroscienze, sicurezza e giovani: il Telesio apre il decennale della Biblioteca Rodotà con “Tatticamente”

Al Liceo classico di Cosenza la presentazione del libro di Marco Buschini inaugura le celebrazioni per i dieci anni della Biblioteca Stefano Rodotà. Al centro dell’incontro stress, reazioni al pericolo, uso di sostanze, violenza e ruolo della scuola nella prevenzione

di Redazione

Dieci anni di attività culturale celebrati partendo da un tema che incrocia scuola, sicurezza, neuroscienze e prevenzione. Il Liceo classico Bernardino Telesio di Cosenza ha aperto il programma per il decennale della Biblioteca Stefano Rodotà con la presentazione di Tatticamente. Come il cervello riscrive la tecnica. Neuroscienza operativa per istruttori e operatori, volume firmato da Marco Buschini.

Poliziotto con una lunga esperienza nelle Forze dell’Ordine e competenze specialistiche nelle tattiche operative e d’intervento, Buschini ha svolto anche attività di formazione per reparti di Polizia in Italia e all’estero. Congedato con onore come Vittima del dovere, è stato insignito dei gradi per meriti straordinari.

La scuola come presidio di legalità e prevenzione

L’incontro è stato promosso da Sergio Giacoia, vice questore aggiunto in congedo della Polizia di Stato, con la collaborazione della direttrice della Biblioteca Stefano Rodotà Antonella Giacoia e del dirigente scolastico Domenico De Luca.

Proprio De Luca ha richiamato il ruolo della scuola in una società sempre più complessa, definendola un presidio fondamentale di legalità, ascolto e prevenzione.

Tra gli ospiti anche il questore Antonio Borrelli, che si è rivolto direttamente agli studenti invitandoli a costruire il proprio futuro senza scorciatoie e a non cercare nelle sostanze una risposta al vuoto o alla noia.

Sulla stessa linea il dirigente generale della Polizia di Stato e consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Pignataro, che ha esortato i ragazzi a «scegliere la vita» e a mantenere alta l’attenzione sui rischi legati all’abuso di sostanze stupefacenti.

Cosa accade al cervello quando arriva il pericolo

Il cuore dell’incontro si è concentrato sul rapporto tra cervello, stress e risposta al pericolo.

Il libro di Buschini affronta infatti ciò che accade quando una persona viene sottoposta a una situazione di forte pressione: in condizioni di stress operativo, il cervello può arrivare a decidere prima che un pensiero pienamente razionale venga elaborato. L’azione può quindi precedere il ragionamento, influenzata dai processi neuro-adattivi e dall’addestramento.

Da qui una riflessione più ampia sulla necessità di conoscere non solo le tecniche per affrontare un pericolo esterno, ma anche i meccanismi interni che, nei momenti di panico, possono modificare lucidità, percezione e comportamento.

Un tema affrontato anche alla luce dei recenti episodi di violenza e dei crimini contro le donne, spostando l’attenzione sulla capacità di riconoscere e gestire le proprie reazioni nei momenti critici.

Neuroscienze, disagio e comportamenti a rischio

Al dibattito ha contribuito il neurologo Antonio Siniscalchi, che ha illustrato il funzionamento delle diverse aree cerebrali e dei collegamenti neuronali, soffermandosi sugli effetti che patologie neurodegenerative, traumi e sostanze d’abuso possono avere sul cervello.

Il professor Paolo De Pasquali, psichiatra e docente all’Università di Firenze, ha invece posto l’accento sulla necessità di distinguere tra disturbi psicotici e personalità psicopatiche e, più in generale, sul ruolo della scuola nell’intercettare precocemente comportamenti trasgressivi o segnali di disagio.

Secondo De Pasquali, dietro molte condotte problematiche degli adolescenti può nascondersi una richiesta di attenzione e di aiuto. Da qui il richiamo alla funzione educativa della scuola, soprattutto in una fase storica in cui i rapporti tra coetanei sono sempre più condizionati dall’uso degli smartphone e dei social.

Il rischio dell’emulazione

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della rappresentazione mediatica della violenza.

De Pasquali ha richiamato l’attenzione sui possibili effetti emulativi prodotti dall’esposizione continua a episodi di cronaca violenta, ricordando come l’apprendimento passi anche attraverso l’osservazione dei comportamenti altrui, soprattutto tra i più giovani.

Un tema che ha aperto il confronto con gli studenti e con il pubblico presente.

L’ipotesi di corsi di difesa personale per le ragazze

A chiudere l’incontro sono state proprio le domande dei partecipanti, incentrate soprattutto sulle applicazioni concrete della cosiddetta “neuroscienza operativa” nella vita quotidiana.

Tra le proposte emerse anche quella di organizzare in futuro corsi di difesa personale rivolti in particolare alle ragazze.

Un possibile sviluppo che potrebbe trasformare il dibattito avviato al Telesio in un percorso formativo più ampio, coerente con lo spirito che ha accompagnato il primo appuntamento del decennale della Biblioteca Rodotà: mettere cultura, consapevolezza e prevenzione al servizio dei più giovani.