«Noi non siamo la periferia d’Italia». Cecilia, 17 anni, e un discorso da brividi per i manifestanti | VIDEO
In mattinata, la studentessa del liceo Metastasio di Scalea ha raggiunto il presidio di Santa Maria del Cedro insieme ai suoi compagni per sostenere le battaglie civili di autotrasportatori e lavoratori agricoli: «È il momento di aprire gli occhi. Sta iniziando una vera rivoluzione quando sono i giovani a parlare».
Si chiama Cecilia Punzo, ha 17 anni, frequenta il liceo Metastasio di Scalea e questa mattina ha scelto di essere al fianco dei suoi compagni e dei manifestanti che stanno animando il presidio di protesta lungo la strada statale 18, a Santa Maria del Cedro. Stamattina ha deciso di far sentire la propria voce a sostegno delle battaglie civili portate avanti dagli autotrasportatori e dai lavoratori agricoli, protagonisti in questi giorni della mobilitazione contro il caro vita e il caro carburante.
«Non vogliamo più essere la periferia d’Italia»
Autorizzata dalla madre ad apparire in video, Cecilia ha affidato alle telecamere di LaC News24 un intervento lucido e determinato, nel quale ha intrecciato le difficoltà economiche del territorio con la richiesta di diritti, tutele e attenzione per le comunità meridionali.
«Non vogliamo più essere la periferia d’Italia», è il messaggio lanciato dalla ragazza, che ha ribadito la necessità di garanzie e diritti per chi oggi è in strada a protestare.
Un discorso che parte dalla condizione della Calabria e dell’intero Mezzogiorno, per arrivare a una denuncia più ampia sul modo in cui vengono raccontate le mobilitazioni e sulle conseguenze che l’aumento dei costi rischia di produrre sull'economia e sulla vita quotidiana delle persone.
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«La Calabria e l’intero Sud - ha detto la giovane - stanno pagando il prezzo più alto e siamo stanchi di essere considerati una periferia invisibile, perché diventa un problema nazionale solo quando si tratta dei grandi centri del Nord. Come al telegiornale, dove stanno censurando tutte le proteste che si stanno facendo con i pullman, con i camion. Perché senza camionisti, senza agricoltura, ci sono supermercati vuoti, pompe di benzina con scritto “esaurito” e il Sud, piano piano, sta andando in fallimento. E comunque, appunto, di queste cose al telegiornale non si parla».
Uniti nella dignità
«La nostra comunità è unita, soprattutto nella sofferenza, ma anche e soprattutto nella dignità - ha proseguito la studentessa -. Chiediamo veramente tutele e chiediamo un freno, perché con i prezzi così alti non diventa più una questione di profitto, ma diventa una questione di sopravvivenza. Non si può chiedere, ovviamente, ai lavoratori di sacrificarsi così tanto, oltre il limite.
È il momento di aprire gli occhi, soprattutto perché si vede che sta iniziando una vera rivoluzione quando sono i giovani ad aprire gli occhi e a parlare».
Il dovere di difendere la propria terra
Sono parole, quelle di Cecilia, che restituiscono il senso di una mobilitazione che, oltre alle rivendicazioni economiche, porta con sé una domanda di ascolto e di riconoscimento. Al presidio di Santa Maria del Cedro, accanto agli autotrasportatori e ai lavoratori agricoli, la presenza degli studenti aggiunge una nuova voce alla protesta: quella di una generazione che chiede di non essere lasciata ai margini e rivendica il diritto di immaginare un futuro diverso per la propria terra.
Per Cecilia, la richiesta è chiara: garanzie, diritti e attenzione per un Sud che non vuole più essere considerato una periferia invisibile dell’Italia.