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20/01/2026 ore 06.30
Società

Sempre più nuovi poveri a Cosenza: «Il 42% della provincia in difficoltà»

Il presidente dell’osservatorio regionale sulle nuove povertà, Antonio Belmonte, ai nostri microfoni spiega una situazione costantemente critica: «Serve un miglioramento del welfare su tutti i livelli»

di Francesco La Luna

Una povertà crescente, sempre più strutturale, non casi isolati ma quasi la metà della popolazione regionale. La situazione in tutta la Calabria sta diventando insostenibile e sono sempre più le famiglie che non sanno se curarsi o se mettere in tavola pranzo e cena. Dopo le parole di Gianni Romeo, direttore generale del Banco Alimentare di Cosenza, la conferma arriva anche da Antonio Belmonte, numero uno dell’Osservatorio Regionale sulle Nuove Povertà: «Nella sola provincia di Cosenza, dagli studi dell’Università Magna Graecia condotti dalla professoressa Trotta – spiega – il 42% della popolazione provinciale è in difficoltà economiche». Praticamente la metà. 

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Anche perché il numero, prosegue Belmonte, potrebbe essere sottostimato: «Potrebbero essere anche il 50%, forse anche di più. Questo perché i nuovi poveri non sono quelli che uno s’immagina e magari molti di loro subiscono la vergogna sociale di chiedere aiuto. La mancanza di un welfare strutturato ha completamente cancellato il ceto medio: oggi i nuovi poveri, sia in provincia di Cosenza sia in tutta la Calabria, sono persone che facevano parte di quella realtà sociale». E spiega: «Si tratta perlopiù di famiglie monoreddito, padri divorziati, anziani con la pensione minima. Tutte categorie che, fino a non troppo tempo fa, riuscivano in qualche modo a tirare avanti. Oggi, con l’aumento del costo dei beni di primo consumo, devono davvero decidere se mangiare o curarsi».

Sempre più nuovi poveri: «Ma non dimentichiamo le categorie storiche»

Molti dei nuovi poveri sono persone inserite nella società, con un lavoro fisso: «Che però non basta a pagare magari una bolletta in più, un imprevisto sanitario. Anche la questione delle cure particolari va affrontata, penso alle famiglie con figli affetti da autismo che si trovano costrette magari a lunghe trasferte perché le cure le devono fare in Toscana, ad Arezzo, in un centro specializzato».

Pur tuttavia, l’osservatorio sulla povertà non dimentica le vecchie povertà, diffuse a Cosenza così come in Calabria: «Disoccupati, padri di famiglia in cassa integrazione, chi non ha reddito, i pensionati con la minima. Il precariato degli ultimi anni ha solo peggiorato la situazione: recentemente – aggiunge Belmonte – ho incontrato gli ex LSU ed LPU che si sono trovati in pensione con 700 euro e si trovano, ovviamente, in ristrettezze economiche». Questo rischia di creare nuove sacche di povertà: «Bisogna intervenire subito, ma bisogna farlo a livello politico e di welfare». Cosa che, spiega il presidente dell’osservatorio, «l’assessora regionale Straface sta cercando di fare».

Belmonte: «Straface sta cercando di recuperare i fondi necessari»

Secondo Antonio Belmonte, infatti, «Straface sta cercando di recuperare quanti più fondi da destinare al welfare e diversi sono i progetti che sta portando avanti: sono stati assegnati 225 esperti per supportare gli Ambiti Territoriali Sociali nella gestione delle risorse. Si tratta – precisa – di figure che si informano sulla situazione in determinati settori delle città a cui sono destinati e informano le strutture welfare di quello che va fatto». A questo, spiega ancora Belmonte, «vanno aggiunti il piano contro la povertà e il progetto “Passi in avanti” dedicato ad autismo e inclusione».

In questo momento, però, la politica deve farsi carico di una situazione che non sembra più sostenibile: «Come detto, il 42% di persone in difficoltà in provincia di Cosenza è una percentuale che, per quanto accurata, potrebbe anche essere sottostimata. Fra i nuovi poveri tanti magari si vergognano e preferiscono rischiare e sacrificarsi piuttosto che rivolgersi alle associazioni di terzo settore». Anche dall’osservatorio delle nuove povertà, dunque, l’invito arriva diretto: la politica migliori il welfare e garantisca alle famiglie in difficoltà un aiuto che in questo momento è più che necessario. È essenziale.