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24/04/2026 ore 14.47
Società

Ordine Ingegneri Cosenza, nasce l’alternativa più apertura, meno burocrazia

La lista “Opportunità Innovazione Connessione” si presenta a Rende: trasparenza, territorio e giovani al centro

di Redazione

A Rende prende forma una sfida che rompe la linearità delle precedenti tornate elettorali dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cosenza. La lista “Opportunità Innovazione Connessione” si è presentata in un incontro pubblico partecipato, con oltre cento presenze tra professionisti, sostenitori e addetti ai lavori, segnando l’avvio di una competizione che punta esplicitamente a offrire un’alternativa.

Il filo conduttore emerso dagli interventi è netto: ridurre la distanza tra Ordine e iscritti. «Mettere ordine in quest’Ordine» è la sintesi proposta dall’ingegnere Carmine Pastore, che ha richiamato una percezione diffusa di scarsa rappresentanza, soprattutto nei territori più periferici e nei settori specialistici.

Una criticità ribadita anche da Cristina Capristo, che ha evidenziato come alcune aree professionali, in particolare quella sanitaria, si sentano poco intercettate dall’attività ordinistica. Da qui la necessità di ripensare funzioni e modalità di relazione con gli iscritti.

Nel corso del confronto è emersa con chiarezza la strategia della lista: valorizzare la pluralità interna come leva progettuale. Un’impostazione sottolineata da Gerardo Nicoletti e Marianna Milillo, che hanno indicato nell’eterogeneità - tra liberi professionisti, dipendenti pubblici e imprenditori - uno degli elementi distintivi del gruppo.

Sul piano politico-professionale, uno dei passaggi più rilevanti riguarda la natura dichiaratamente “apolitica” del progetto, richiamata da Luigi Borrelli: l’Ordine, nelle intenzioni della lista, deve tornare a essere uno spazio fondato su competenze e funzioni, non su appartenenze.

La candidatura si struttura anche come risposta a un sistema percepito come chiuso. Giorgio Miceli ha posto una domanda che sintetizza il senso della proposta: «Perché deve candidarsi una sola lista?». Un interrogativo che introduce il tema della competizione come elemento di democrazia interna.

Al centro del programma emergono alcune direttrici chiare: rafforzare il rapporto con l’Università della Calabria, ampliare le opportunità di formazione e tirocinio, aumentare la partecipazione degli iscritti e restituire autorevolezza alla figura dell’ingegnere nel contesto sociale.

La visione è stata definita nel dettaglio da Michele Leone, indicato come candidato presidente, che ha posto l’accento su tre assi: trasparenza, presenza territoriale e innovazione. In particolare, l’obiettivo è superare logiche ristrette nella valorizzazione delle competenze e costruire un Ordine più accessibile e diffuso sul territorio.

Accanto a questo, la proposta punta a modernizzare strumenti e servizi: corsi in modalità mista, maggiore dialogo con la pubblica amministrazione, utilizzo di piattaforme digitali e rilancio della Fondazione Mediterranea per l’Ingegneria come hub operativo per formazione, servizi e supporto alla professione. Non mancano le criticità evidenziate dal pubblico. Tra queste, la difficoltà di coinvolgere chi non esercita la libera professione e il rischio di una partecipazione limitata se non accompagnata da una comunicazione più efficace e capillare.

«L’Ing. Maria Pia Funaro ha espresso particolare apprezzamento per l'eterogeneità della squadra, reputando, di contro, inopportuna la partecipazione di soggetti impegnati in attività politica o che rivestano ruoli istituzionali a competizioni di tale natura – si evidenzia inoltre nella nota -. Al fine di scongiurare qualsivoglia strumentalizzazione, l’ing. Funaro ha deliberatamente scelto di non presentarsi candidata, riaffermando nondimeno il proprio sostegno a un progetto pluralista e richiamando l'influenza determinante esercitata dall'Ordine di Cosenza sull'intero panorama regionale. A suo avviso, la proposta di un'unica lista avrebbe rappresentato un vulnus alla democrazia, denotando un assetto precostituito, carente di entusiasmo; ha elogiato, quindi, il coraggio di avanzare un'alternativa, percepita come stimolo al rinnovamento e alla motivazione».

Il tema della rappresentanza torna quindi centrale: non solo apertura, ma capacità di intercettare l’intera platea degli iscritti, inclusi giovani e neoiscritti, spesso distanti dalla vita ordinistica. Le votazioni si terranno il 6 e 7 maggio in modalità online. Un passaggio che, al di là dell’esito, segna già una discontinuità: la presenza di una lista alternativa riporta il confronto al centro e riapre il tema del ruolo dell’Ordine nel territorio. La partita, ora, si gioca su un terreno preciso: trasformare una domanda diffusa di cambiamento in consenso reale.