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15/04/2026 ore 21.07
Società

Papàs Elia Hagi premiato a Tirana, Vaccarizzo celebra l’Aquila d’Oro

Il parroco della Chiesa matrice di Santa Maria di Costantinopoli insignito dal premier Edi Rama durante il IV Vertice della Diaspora Albanese

di Redazione

Quando una comunità riesce a custodire nel tempo la propria identità, quel patrimonio prima o poi trova spazio anche oltre i confini in cui è nato. È il senso del riconoscimento assegnato nei giorni scorsi a Tirana a Papàs Elia Hagi, parroco della Chiesa matrice di Santa Maria di Costantinopoli, insignito dell’Aquila d’Oro, tra le più alte onorificenze della Repubblica d’Albania, conferita direttamente dal primo ministro Edi Rama nell’ambito del IV Vertice della Diaspora Albanese.

Un’onorificenza che, per il sindaco Antonio Pomillo, non riguarda soltanto la figura religiosa e culturale di Papàs Hagi, ma finisce per rappresentare l’intera comunità arbëresh di Vaccarizzo Albanese, definita come parte viva di una storia che continua a esprimersi attraverso fede, lingua e riti.

Pomillo: «Un riconoscimento che appartiene a tutta la comunità arbëresh»

A sottolineare il significato del premio è stato proprio il sindaco Antonio Pomillo, che ha espresso orgoglio e gratitudine per un traguardo letto come riconoscimento collettivo. Secondo il primo cittadino, l’onorificenza ricevuta da Papàs Elia Hagi va ben oltre il valore personale e si lega alla continuità culturale e spirituale del Salotto diffuso di Vakarici.

Pomillo ha rivolto anche un ringraziamento al premier albanese per l’attenzione riservata ai territori dell’Arberia, descritti come parte attiva della più ampia identità albanese. In questa lettura, il premio diventa il segno di un legame che resiste nel tempo e che continua a trovare nuove forme di riconoscimento internazionale.

Il valore dell’Aquila d’Oro per la comunità di Vaccarizzo Albanese

L’Aquila d’Oro è una delle più alte onorificenze della Repubblica d’Albania ed è già stata conferita in passato a personalità di rilievo internazionale. Il fatto che a riceverla sia stato Papàs Elia Hagi rafforza il valore simbolico di una scelta che mette al centro la funzione dei custodi della memoria, della spiritualità e della lingua nelle comunità arbëresh.

Per Vaccarizzo Albanese, il riconoscimento assume così il significato di una consacrazione pubblica della propria storia, del ruolo svolto nei secoli nella conservazione dell’identità e della capacità di continuare a parlare al presente senza rinunciare alle proprie radici.

Il Vertice della Diaspora Albanese e il ruolo delle comunità arbëresh

Il conferimento dell’onorificenza si inserisce nel contesto del Samiti IV i Diasporës Shqiptare, riunito a Tirana nelle giornate di lunedì 13 e martedì 14 aprile, sotto il motto Through Roots We Rise. L’appuntamento ha posto al centro il ruolo della diaspora albanese come forza trasformativa e partner strategico per lo sviluppo, con attenzione ai temi dell’integrazione, dell’economia, dell’innovazione e del coinvolgimento delle nuove generazioni.

È dentro questa cornice che il riconoscimento attribuito a Papàs Hagi acquista ancora più rilievo, perché collega l’esperienza delle comunità arbëresh del Sud Italia a una dimensione internazionale più ampia, dentro la quale identità, memoria e appartenenza diventano parte di un discorso contemporaneo sul futuro.

Pomillo: «L’Arberia non è periferia»

Uno dei passaggi più significativi del messaggio del sindaco riguarda proprio il posto che l’Arberia occupa oggi nello scenario culturale. «Questo riconoscimento – sottolinea il Sindaco – ci ricorda che l’Arberia non è periferia, ma parte di una geografia culturale più ampia che attraversa confini e generazioni. I nostri borghi sono presidi identitari che parlano al mondo, e quando uno di noi viene riconosciuto a questi livelli, è tutta la comunità che si sente rappresentata».

È una lettura che prova a spostare il baricentro del discorso: non più i borghi arbëresh come realtà marginali, ma come luoghi capaci di custodire e trasmettere un’identità con valore universale, riconosciuta anche nei contesti istituzionali più alti della madrepatria albanese.

La figura di Papàs Elia Hagi tra fede, lingua e tradizione

Nel messaggio diffuso dal Comune, la figura di Papàs Elia Hagi viene descritta come pienamente inserita in questa traiettoria. Custode della tradizione religiosa e linguistica, punto di riferimento spirituale e culturale, viene indicato come interprete autentico di una comunità che ha attraversato i secoli senza perdere la propria essenza.

Non è dunque soltanto il riconoscimento a una persona, ma a una funzione esercitata nel tempo: quella di preservare una memoria viva, tramandata nei riti, nelle parole, nella fede e in una quotidianità che continua a tenere insieme passato e presente.