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03/02/2026 ore 06.30
Società

Scuola “Stancati” di Rende, l’Odissea di una bambina con disabilità

Il racconto di Serena, madre di Silvia, che ogni giorno deve fare i conti con appena due parcheggi di striscia gialla disponibili e con l’inciviltà di chi li occupa non avendone diritto: «E gli stalli sono anche non a norma»

di Francesco La Luna

Sono le 16.15 quando suona la campanella e, contestualmente, inizia la personalissima Odissea di Serena e di sua figlia, Silvia, fuori dall’istituto comprensivo “Stancati” di Rende. Una scuola con circa un migliaio di alunni, novanta dei quali hanno diritto al parcheggio riservato a persone con disabilità. Fra di loro c’è anche Silvia. Ma fuori dall’istituto le strisce gialle sono soltanto due e neanche regolamentari.

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«Combatto con questa situazione tutti i giorni da più o meno sei mesi – ci racconta Serena – e, oltre ai novanta bambini con disabilità, vanno considerati anche gli insegnanti oppure i genitori che li vengono a prendere. Ma, pur mettendo da parte questo, questi parcheggi non sono a norma: quelli per persone con disabilità e ridotte capacità motorie sono di sei metri per tre». E, anche solo a un primo sguardo, gli stalli gialli fuori dalla “Stancati” di Rende hanno le stesse dimensioni di quelli normali. 

«E poi – aggiunge ancora Serena – i parcheggi dovrebbero essere accostati a una discesa per facilitare la discesa di una eventuale sedia a rotelle». Ma c’è anche altro, perché non essendoci lo spazio non viene garantita neanche l’incolumità della persona con disabilità, in questo caso della bambina: «Questa discesa dovrebbe essere su un lato dove la bambina non rischi di essere investita ogni volta». Invece l’immagine alla quale assistiamo è Serena che prende in braccio Silvia e la adagia in auto. Ma non dovrebbe essere così. 

L’inciviltà della gente: «Chiamo i vigili ogni giorno»

A questi problemi si aggiunge anche l’inciviltà di altre persone che occupano il parcheggio per persone con disabilità pur non avendone diritto: «Quasi tutti i giorni – racconta ancora la madre di Silvia – mi ritrovo a chiamare i vigili perché ci sono automobili parcheggiate senza l’apposito tagliando. Quindi poi i vigili vengono qui e io aspetto che loro facciano la multa: in questi sei mesi, purtroppo, è accaduto di far fare tante multe perché i vigili non sono presenti prima».

In questa situazione che sembra il più terribile dei giorni della marmotta, Serena si appella al Comune per regolarizzare gli stalli e aumentare i controlli. Perché non diventi ogni giorno uguale a se stesso, con due parcheggi a disposizione, una chiamata ai vigili e una bambina messa a rischio dalle auto che passano senza avere lo spazio per poter entrare nella propria vettura.