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29/10/2026 ore 23.01
Società

Roseto Capo Spulico ricorda Pasquale Munno, il bersagliere che disse no ai tedeschi

Il 4 novembre alle 11 corteo e commemorazione in via Bastione. Alla figlia Pina è stata consegnata la Medaglia d’Onore alla memoria del padre

di Redazione

Roseto Capo Spulico renderà omaggio a Pasquale Munno mercoledì 4 novembre 2026, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e della Festa delle Forze Armate. Le celebrazioni inizieranno alle 11 con un corteo diretto al luogo commemorativo dei Caduti in guerra, in via Bastione, alla presenza del sindaco Giovanni Pugliese, dell’amministrazione comunale e delle autorità civili e militari.

La cerimonia ricorderà il bersagliere originario del paese, catturato dai tedeschi dopo l’armistizio e rimasto prigioniero fino alla conclusione della Seconda guerra mondiale. Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Onore, consegnata il 21 settembre scorso alla figlia Pina.

La commemorazione del 4 novembre a Roseto Capo Spulico

Alla preparazione dell’iniziativa ha contribuito l’assessora alla Cultura Sabrina Franco. Alla mattinata parteciperanno anche le scolaresche, coinvolte in una riflessione sulla libertà, sulla pace e sulla memoria storica.

La commemorazione nella città natale seguirà la consegna della Medaglia d’Onore avvenuta a Taranto, offrendo alla comunità di Roseto l’occasione di conoscere la vicenda del proprio concittadino.

La cattura a Bologna e il ritorno in Italia nel 1945

Pasquale Munno nacque a Roseto Capo Spulico il 22 dicembre 1923. Prestò servizio come soldato di leva nel 6° Reggimento Bersaglieri, 14ª Compagnia, a Bologna.

Nel capoluogo emiliano, il 9 settembre 1943, all’indomani dell’armistizio, venne catturato dai tedeschi e fatto prigioniero. La prigionia si protrasse fino alla fine del conflitto. Il ritorno in Italia avvenne il 4 agosto 1945, quasi due anni dopo la cattura.

Munno morì a Rocca Imperiale il 27 aprile 1987. Delle esperienze vissute durante la guerra, secondo il ricordo della figlia, parlò raramente.

Pina Munno: «Mio padre rifiutò di combattere al loro fianco»

Tra i pochi racconti affidati alla famiglia, Pina Munno conserva quello relativo alla possibilità di lasciare la prigionia accettando di combattere con i tedeschi.

«Durante la prigionia i tedeschi gli proposero di tornare libero in Italia a condizione di combattere al loro fianco. Mio padre rifiutò, perché non avrebbe mai voluto tradire la sua Patria», racconta.

La figlia ricorda anche la riservatezza con cui il padre custodiva quel periodo della propria vita.

«Sulla dolorosa vicenda di mio padre, purtroppo, ho poche notizie relative al periodo della sua prigionia. Era una persona di poche parole e in famiglia ne parlò molto raramente. Quel periodo di dolore, sofferenza e soprusi subiti volle probabilmente cancellarlo e lasciarlo alle proprie spalle», afferma. «Mio padre era un uomo semplice e riservato, al quale bastavano una carezza e un bacio per essere felice».

La Medaglia d’Onore consegnata alla figlia a Taranto

La Medaglia d’Onore, conferita dal Presidente della Repubblica per le sofferenze patite durante la prigionia nei campi tedeschi, è stata consegnata il 21 settembre 2026 dal prefetto di Taranto a Pina Munno, residente a Grottaglie. Alla cerimonia era presente anche il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò.

«La Medaglia d’Onore conferita alla memoria di mio padre rappresenta per me e per tutta la nostra famiglia un dono prezioso e un profondo motivo di orgoglio, perché custodisce e rende onore alla memoria del suo sacrificio, della sua dignità e della sua fedeltà alla Patria», sottolinea Pina.

Un ringraziamento per l’impegno nella conservazione della memoria dei prigionieri è rivolto al presidente dell’A.N.E.I. di Abano, in provincia di Padova, Pino Lo Fiego, e ai rappresentanti della delegazione: i professori Giuseppe Trebisacce ed Emilio Mormandi e Vincenzo Gerundino.

«Ricordare il passato è un dovere; trasmetterne la memoria alle nuove generazioni è un atto di civiltà e di giustizia», conclude Pina Munno.