Passaggio del collare a Oriolo, Giuseppe Corrado nuovo presidente: «Fare rete per lo sviluppo dell'Alto Jonio»
Nel Castello medievale la cerimonia del passaggio di consegne con Marco Franco. Tra gli obiettivi del nuovo anno sociale il sostegno al Distretto Turistico, una rete tra istituzioni e professioni e una borsa di studio dedicata a Pino Sposato
Non un semplice passaggio di consegne, ma l’avvio di un percorso che punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni, professioni e associazioni per contribuire alla crescita dell’Alto Jonio Cosentino. Nella suggestiva cornice del Castello medievale di Oriolo si è svolta la cerimonia del passaggio del collare del Rotary Club Calabria Nord Est di Rocca Imperiale tra il presidente uscente Marco Franco e il neo presidente Giuseppe Corrado.
A sottolineare il valore dell’appuntamento è stata la presenza delle massime autorità rotariane, a partire dal Governatore del Distretto 2102 Dino De Marco, affiancato dai Past Governor Maria Pia Porcino, Franco Petrolo e Maria Rita Acciardi. Presenti anche i sindaci dell’Unione dei Comuni dell’Alto Jonio Simona Colotta (Oriolo), Leonardo Aurelio (Albidona), Alessandro Adduci (Castroregio), Rocco Introcaso (Montegiordano), Maria Rita Acciardi (Amendolara) e Domenico Vuodo (Alessandria del Carretto), insieme ai presidenti dei Rotary Club Salvatore Mancuso (Sibari Magna Grecia Cassano), Michele Imbrogna (San Marco Argentano Valle dell’Esaro Centenario), Anna Straface (Corigliano Rossano Sybaris), Giosuè Giovinazzo (Rossano Bisantium), Carlo Malito (Trebisacce Alto Jonio Cosentino) e Antonella Civale (Castrovillari), oltre a Maria Federica Diego, presidente eletto del Kiwanis Club Cosenza Città degli Enotri.
Nel raccogliere il testimone da Marco Franco, Giuseppe Corrado ha tracciato la linea guida del nuovo anno sociale, indicando nella rete il principio ispiratore dell’azione del Club. «Per creare un impatto benevolo e duraturo bisogna essere uniti, soprattutto nelle diversità, perché quando la diversità ideologica, professionale ed umana ha un unico fine, quello del bene comune, questa diventa sinonimo di adattabilità e forza nel raggiungere gli obiettivi», ha affermato, richiamando i valori del Rotary International.
Il nuovo presidente ha spiegato che il Club intende promuovere una rete stabile tra amministrazioni, istituzioni, associazioni, imprese e mondo delle professioni, mettendo in comune competenze ed esperienze per sostenere lo sviluppo del territorio. «La rete il Rotary ce l’ha nel DNA, come le maglie che compongono questo collare: diverse tra loro, ma capaci di renderlo resistente e duttile ai cambiamenti, simbolo della pluralità di eccellenze umane e professionali che ci permette di creare interconnessioni tra tutti i soggetti interessati allo sviluppo del territorio», ha evidenziato Corrado.
Tra gli obiettivi annunciati figurano il sostegno al neonato Distretto Turistico dell’Alto Jonio Cosentino, la proposta di istituire caminetti presidenziali itineranti tra i Rotary Club del comprensorio per condividere idee e progettualità, la valorizzazione della cultura musicale insieme al Rotary Club Trebisacce Alto Jonio Cosentino e all’Associazione Amici del Pentagramma, oltre all’istituzione di una borsa di studio dedicata alla memoria di Pino Sposato, figura che ha contribuito in maniera determinante alla nascita e alla crescita del Club.
Nel corso del suo intervento, Corrado ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento al presidente uscente Marco Franco per il lavoro svolto e ai soci del Club per la fiducia accordatagli, ricordando con commozione Pino Sposato e Ciccio Socievole, personalità che hanno lasciato un segno profondo nella storia del Rotary e nella vita delle comunità dell’Alto Jonio Cosentino.
A chiudere la cerimonia è stato un messaggio che racchiude il senso del nuovo anno rotariano: «Se due o più ruote dentate lavorano insieme formano un ingranaggio, sinonimo di affidabilità, rendimento e scambio di energie». Un’immagine con cui il neo presidente ha voluto lanciare un appello alla collaborazione tra istituzioni e società civile, nella convinzione che solo facendo rete sia possibile costruire uno sviluppo duraturo e valorizzare pienamente le potenzialità dell’Alto Jonio Cosentino.