Pedagogia scolastica, Apei Calabria accusa: «Legge approvata ma ancora senza attuazione concreta»
Francesca Pugliese sollecita i decreti per portare pedagogisti ed educatori nelle scuole: «Alle nostre richieste nessuna risposta»
Una legge approvata nel maggio 2025 per portare stabilmente pedagogisti ed educatori professionali nelle scuole calabresi, ma ancora priva, secondo Apei Calabria, dei provvedimenti necessari alla sua concreta applicazione.
La presidente regionale dell’Associazione pedagogisti educatori italiani, Francesca Pugliese, interviene sulla legge regionale numero 25 del 27 maggio 2025, che ha istituito l’Unità di Pedagogia scolastica per lo sviluppo della comunità educante.
A distanza di oltre un anno dall’approvazione, Pugliese lamenta l’assenza dei decreti attuativi e di una programmazione operativa.
La legge sull’Unità di Pedagogia scolastica
La norma, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria numero 109 del 30 maggio 2025, prevede l’ingresso negli istituti di pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagogici.
Secondo Apei, queste figure dovrebbero lavorare accanto ai docenti, facilitare il rapporto tra scuola e famiglia e intervenire sulle dinamiche delle classi prima che il disagio si trasformi in violenza, esclusione o dispersione scolastica.
«Una norma votata con soddisfazione unanime, che prevedeva una rivoluzione semplice e concreta: portare stabilmente pedagogisti ed educatori professionali socio-pedagogici all’interno degli istituti scolastici», afferma Pugliese.
La presidente regionale sostiene però che, finora, non siano seguiti atti capaci di rendere operativa la legge: «A distanza di mesi, di quella legge non resta che la carta. Nessun decreto attuativo, nessuna programmazione, nessun passo concreto».
Le richieste inviate alla Regione
Apei Calabria riferisce di avere scritto agli assessorati competenti e al presidente della Regione Roberto Occhiuto, offrendo la disponibilità dell’associazione a partecipare alla costruzione del percorso attuativo.
«Non per protestare, ma per offrire collaborazione: incontriamoci, mettiamo a disposizione le nostre competenze, costruiamo insieme un piano per partire. La risposta è stata il silenzio. Un silenzio totale», dichiara Pugliese.
La presidente pone quindi una domanda: «Com’è possibile parlare ogni giorno di prevenzione e poi non trovare nemmeno il tempo per incontrare chi della prevenzione ha fatto la propria professione?».
La distinzione tra psicologi e pedagogisti
Pugliese precisa che la posizione dell’associazione non è diretta contro l’introduzione degli psicologi negli istituti. Apei riconosce il valore dello psicologo scolastico e valuta positivamente le risorse stanziate dalla Regione per questa figura.
La richiesta è di distinguere competenze e funzioni. Secondo l’associazione, pedagogisti ed educatori operano soprattutto sulla prevenzione, progettando attività educative e intervenendo sulle relazioni prima che il disagio esploda.
«Il pedagogista e l’educatore lavorano a monte: educano all’affettività e alla consapevolezza delle emozioni, prevengono l’esclusione e la dispersione scolastica, costruiscono contesti educativi sani attraverso l’analisi dei bisogni e la progettazione educativa», sostiene la presidente.
La descrizione del ruolo dello psicologo contenuta nella nota rappresenta la posizione di Apei e non esaurisce l’insieme delle competenze professionali esercitate in ambito scolastico.
L’appello alla politica regionale
L’associazione collega la mancata attuazione della legge al dibattito su violenza giovanile, aggressioni nelle scuole, baby gang e disagio degli adolescenti.
Secondo Pugliese, la repressione non può essere l’unica risposta e deve essere accompagnata da un investimento strutturale nell’educazione.
«Se si crede davvero che la violenza giovanile non si sconfigga con la sola repressione, ma con l’educazione, allora non si può continuare a ignorare una legge che la stessa politica ha approvato», conclude. «Attuarla non è un favore a una categoria professionale: è un atto di coerenza verso i nostri ragazzi».