Piano colore a Cosenza, gli architetti esclusi vedono rosso, ma il Comune replica: «Polemica prematura»
Palazzo dei Bruzi interviene dopo le critiche dell’Ordine provinciale sul mancato coinvolgimento dei professionisti locali. L’Amministrazione precisa che quello presentato è soltanto uno studio preliminare, donato alla città, e che l’iter formale deve ancora partire
Il confronto sul nuovo Piano Colore di Cosenza si accende a pochi giorni dalla presentazione dello studio preliminare a Palazzo dei Bruzi. Dopo le perplessità sollevate dall’Ordine degli Architetti della provincia di Cosenza sul metodo seguito e sul mancato coinvolgimento dei professionisti locali, l’Amministrazione comunale replica sostenendo che le critiche arrivino in una fase ancora troppo precoce.
Lo studio presentato il 16 settembre, infatti, non costituisce ancora un Piano formalmente adottato. Si tratta di un’elaborazione preliminare nata dalla collaborazione con Cromology Italia, Politecnico di Milano, Hobby Color e l’imprenditore Federico Morabito. Anche durante la presentazione era stato precisato che prima dell’adozione sarebbero stati necessari ulteriori passaggi amministrativi e il confronto con la Soprintendenza.
La critica dell’Ordine
A sollevare il caso è stato il presidente dell’Ordine degli Architetti, Pasquale Greco, che in una lettera aperta messa a verbale in commissione Urbanistica ha espresso sorpresa per il mancato coinvolgimento della categoria nella fase di elaborazione dello studio. Nello stesso intervento l’Ordine ha richiamato anche il tema più generale della pianificazione urbanistica cittadina e dello stallo del Piano strutturale comunale.
Palazzo dei Bruzi respinge però l’idea che si sia già consumata un’esclusione dei professionisti.
«È soltanto un punto di partenza»
Secondo l’Amministrazione, quanto presentato rappresenta «esclusivamente una base scientifica e tecnica» da utilizzare per costruire il futuro strumento.
Il Comune sottolinea inoltre che lo studio è stato messo a disposizione della città senza costi per l’ente, grazie all’apporto dei soggetti privati e tecnici coinvolti.
Da qui la replica alle contestazioni sul metodo: il confronto istituzionale, sostiene Palazzo dei Bruzi, dovrà avvenire quando il lavoro istruttorio sarà definito e inizierà la vera procedura di attuazione e adozione.
Ordine, Inu, associazioni e quartieri al tavolo
L’Amministrazione assicura quindi che nella fase successiva saranno coinvolti i diversi attori del territorio, compresi l’Ordine degli Architetti, l’Istituto nazionale di Urbanistica, le associazioni e i quartieri.
Un passaggio specifico riguarderà anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il cui coinvolgimento sarà necessario nell’iter per gli aspetti legati alla tutela del patrimonio storico e architettonico.
Lo stesso sindaco Franz Caruso, durante la presentazione iniziale, aveva chiarito che il Piano avrebbe dovuto attraversare ulteriori passaggi prima dell’adozione definitiva.
Caruso incontrerà gli Architetti
Nonostante i toni duri della replica, il Comune annuncia comunque un incontro tra il sindaco e l’Ordine professionale. Il tavolo servirà a entrare nel merito tecnico della proposta e a raccogliere i contributi dei professionisti locali.
Resta quindi aperto il confronto sul metodo, ma il punto su cui Palazzo dei Bruzi insiste è uno: quello mostrato finora è uno studio preliminare e non ancora un Piano Colore definitivamente adottato.