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24/09/2026 ore 07.49
Società

Poste Italiane, Castrovillari chiede di revocare la soppressione della Filiale che coordina 104 uffici

Dopo il voto del Consiglio comunale, venerdì la sindaca De Gaio e il presidente Abenante hanno ribadito all'azienda la contrarietà della città. Dal 1° ottobre le funzioni direzionali passerebbero a Cosenza.

di Franco Sangiovanni

Prima il Consiglio comunale, che ha discusso a lungo la paventata soppressione della Direzione di Filiale di Poste Italiane a Castrovillari e ha approvato all'unanimità un atto deliberativo con cui chiede formalmente a Poste spa di «rivedere e revocare la decisione» di sopprimere il presidio direzionale e organizzativo cittadino, poi il confronto con l'azienda. Venerdì 18 settembre la sindaca Anna De Gaio, una rappresentanza della Giunta e il presidente del Consiglio comunale Pierluigi Abenante hanno incontrato da remoto i rappresentanti di Poste Italiane, per esprimere la ferma contrarietà dell'intera assise alla chiusura, dal prossimo 1° ottobre, della Filiale di Corso Calabria.

Davanti ai referenti dell'azienda la delegazione ha spiegato che la posizione della politica castrovillarese non nasce soltanto da ragioni territoriali, ma soprattutto dalla «necessità di salvaguardare la qualità e la capillarità dei servizi garantiti oggi dalla Filiale cittadina all'intero comprensorio». La struttura coordina attualmente 104 uffici e rappresenta un punto di riferimento e di raccordo per un territorio ampio e articolato. Un territorio che la Direzione di Castrovillari segue tra il Pollino, la Sibaritide e la fascia tirrenica.

Per i rappresentanti del Comune, la soppressione della Filiale e la conseguente riorganizzazione della rete degli uffici di competenza potrebbero indebolire il coordinamento territoriale, rallentando i processi organizzativi e le risposte alle esigenze dei cittadini, con possibili ricadute sull'intera Calabria citeriore. La partita riguarda il livello decisionale e non gli sportelli. Il piano prevede che le funzioni direzionali vengano accorpate alla Filiale di Cosenza, mentre gli uffici postali del territorio continuerebbero a garantire gli attuali servizi e orari.

Il capoluogo gestisce già gli altri cento uffici circa della provincia e dal 1° ottobre concentrerebbe il coordinamento dell'intera rete provinciale. Alla base del trasferimento c'è una riorganizzazione nazionale. Il 23 luglio 2026 Poste Italiane ha sottoscritto con Slp Cisl, Slc Cgil, Uil Fpc, Confsal Comunicazioni, Failp Cisal e Fnc Ugl Comunicazioni l'accordo sul nuovo assetto di Mercato Privati, che interviene sulla rete, sulle filiali, sulle zone e su numerose figure professionali.

Il nuovo modello di classificazione della rete entra in vigore proprio dal 1° ottobre e prevede riallineamenti territoriali, ricollocazioni e una diversa organizzazione tra Filiali, Uffici Zona e Uffici di Prossimità. Quanto al personale, l'azienda non ha annunciato licenziamenti legati alla soppressione e ha parlato di salvaguardia delle risorse che operano a supporto della rete commerciale e operativa.

Le ricadute sui lavoratori e sui servizi erano già al centro della prima iniziativa dell'amministrazione, a fine agosto, quando la sindaca aveva chiesto formalmente un incontro ai vertici di Poste Italiane per conoscere le ragioni della riorganizzazione e le conseguenze sulla rete, sulla struttura e sul personale. In quell'occasione De Gaio aveva ricordato che «Castrovillari non è un semplice punto della rete territoriale di Poste Italiane».

Lo stesso concetto è tornato nell'incontro di venerdì, durante il quale è stato ribadito che difendere la Filiale di Corso Calabria significa innanzitutto difendere la qualità dei servizi e la loro prossimità ai cittadini di un comprensorio vasto, che non può essere penalizzato da scelte organizzative che rischiano di allontanare i centri decisionali dal territorio. Un presidio che da anni rappresenta un punto di riferimento per cittadini, imprese e comunità dell'intero comprensorio.