Da portalettere a famiglia: vi raccontiamo l’amore nato in Poste a Cosenza
La storia di Antonietta ed Emanuele. Il primo bacio arriva il 10 agosto 2004, durante un falò sulla spiaggia con i colleghi apprendisti, nella notte di San Lorenzo
Una storia che intreccia lavoro e sentimento nel cuore della città dei Bruzi. È quella di Antonietta ed Emanuele, uniti non solo dalla vita privata ma anche dall’esperienza professionale in Poste Italiane, a Cosenza.
«Tutto ebbe inizio il 19 dicembre del 2002, quando a seguito di un concorso entrai come apprendista portalettere con un contratto di tre anni presso la sala portalettere di Cosenza», racconta Antonietta, oggi caposquadra nel centro di distribuzione di Cosenza Veneto. Da questa struttura partono ogni giorno circa 40 mezzi, tra auto e motorini, per raggiungere gli utenti di Cosenza città e dei comuni limitrofi come Mendicino, Cerisano, Dipignano, Laurignano, Carolei, Domanico e Donnici.
Proprio lì, tra sacchi di corrispondenza e turni serrati, nasce l’incontro con Emanuele. Anche lui appena entrato in Poste qualche mese prima, notò subito quella giovane ragazza arrivata da Paola. «Mi confidò poi che lo avevano colpito i miei occhi neri nascosti da un cappellino verde», ricorda Antonietta sorridendo. All’inizio lei era concentrata solo sul lavoro, ma il destino aveva altri piani.
Il primo bacio arriva il 10 agosto 2004, durante un falò sulla spiaggia con i colleghi apprendisti, nella notte di San Lorenzo. Da quel momento la relazione prende forma, mentre le carriere si sviluppano su percorsi diversi: Antonietta diventa caposquadra nel centro di via Veneto, Emanuele approda al Centro servizi Privacy presso il Distretto di Cyber Security di Poste Italiane, nella sede storica di Piazza Crispi.
Nel 2010 il matrimonio, celebrato insieme ai colleghi che nel frattempo erano diventati una seconda famiglia. Poi l’arrivo delle figlie, Noemi nel 2013 e Giulia quattro anni dopo. «Oggi abbiamo qualche ruga in più e qualche capello in meno, ma ringraziamo Poste Italiane che ci ha permesso di costruire tutto questo», raccontano.