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20/08/2026 ore 17.08
Società

Poste rinvia ancora la riapertura a Saracena, il Comune chiede subito un ufficio mobile

Servizi trasferiti a San Basile fino al 7 settembre, poi due giorni di chiusura. Riapertura prevista il 10, ma «salvo imprevisti»

di Redazione

Slitta ancora la riapertura dell’ufficio postale di Saracena. Poste Italiane ha comunicato al Comune che la sede continuerà a essere appoggiata all’ufficio di San Basile fino al 7 settembre, mentre nei giorni 8 e 9 il servizio resterà chiuso al pubblico. La riapertura a Saracena è prevista per il 10 settembre, ma con la formula «salvo imprevisti».

Il sindaco Renzo Russo ha deciso di sollecitare direttamente i vertici nazionali dell’azienda, chiedendo tempi definitivi e l’attivazione immediata di un ufficio postale mobile nel territorio comunale.

La nuova comunicazione è stata inviata dopo che la precedente richiesta del 29 luglio, secondo quanto riferito dall’Amministrazione, sarebbe rimasta senza risposta.

La lettera inviata ai vertici di Poste Italiane

La nota del Comune è stata indirizzata alla struttura territoriale competente, all’amministratore delegato Matteo Del Fante, al direttore generale Giuseppe Lasco, alle funzioni aziendali nazionali e all’Area Sud. Per conoscenza è stato informato anche il prefetto di Cosenza.

Il nuovo rinvio sarebbe legato a ritardi nell’approvvigionamento dei materiali necessari per completare i lavori infrastrutturali inseriti nel progetto Polis.

Russo riconosce che le difficoltà organizzative e i problemi nell’esecuzione degli interventi possano essere comprensibili sotto il profilo aziendale. Contesta però che le conseguenze continuino a ricadere sulla popolazione.

«La comunità ha già sopportato abbastanza disagi: non servono altre rassicurazioni generiche, ma tempi certi, responsabilità chiare e soluzioni concrete», afferma il sindaco.

I disagi per anziani e persone senza automobile

La temporanea indisponibilità della sede costringe i residenti a spostarsi verso altri comuni anche per svolgere operazioni postali essenziali.

Il servizio è stato trasferito a San Basile, mentre tra le alternative utilizzate dai cittadini figura anche Castrovillari. Per chi non dispone di un’automobile, tuttavia, raggiungere un altro centro può rappresentare un ostacolo concreto.

L’Amministrazione richiama in particolare le difficoltà affrontate dagli anziani, dalle persone con disabilità o problemi motori e da quanti non possiedono mezzi propri.

La questione, sostiene il Comune, non riguarda quindi soltanto un disagio organizzativo, ma l’effettiva possibilità di accedere a un servizio considerato essenziale.

Il Comune chiede una struttura temporanea

La prima richiesta avanzata a Poste Italiane riguarda l’attivazione immediata di un ufficio mobile o di una struttura temporanea equivalente e pienamente operativa. Il presidio dovrebbe rimanere disponibile fino alla riapertura definitiva della sede.

Il Comune domanda inoltre una conferma formale della data del 10 settembre e un quadro dettagliato delle attività ancora da completare.

Tra le informazioni richieste figurano lo stato di avanzamento dei lavori, le cause dei rinvii già comunicati e le misure adottate per evitare ulteriori slittamenti.

Se la data indicata non potesse essere rispettata, Poste Italiane dovrebbe informare preventivamente l’Amministrazione, comunicando un nuovo termine certo e le soluzioni sostitutive garantite alla popolazione.

«La formula salvo imprevisti non può bastare dopo settimane di disservizi e comunicazioni già modificate», evidenzia Russo.

Il nodo del progetto Polis

I lavori nella sede di Saracena rientrano nel progetto Polis, pensato per ampliare e migliorare l’accesso ai servizi nei piccoli comuni.

Secondo il sindaco, proprio questa finalità rende ancora più evidente la contraddizione vissuta dal paese, rimasto per un periodo prolungato senza un presidio postale operativo nel proprio territorio.

Russo annuncia che, in mancanza di risposte concrete e tempestive, il Comune valuterà il coinvolgimento di ulteriori autorità istituzionali e degli organismi di regolazione competenti.

«La disponibilità e la collaborazione istituzionale dimostrate fino ad oggi non possono essere confuse con l’accettazione passiva di disservizi reiterati, rinvii continui e incertezze pagate esclusivamente dai cittadini», conclude il primo cittadino.