Nel Duomo di Cosenza la preghiera per la pace: «È nelle nostre responsabilità»
Anche l’Arcidiocesi bruzia ha raccolto l’invito della Commissione Chiese d’Europa. Il presule Giovanni Checchinato: «Pensiamo anche ai conflitti che coinvolgono i territori africani»
La pace al centro dell’evangelizzazione. Mentre pericolosi venti di guerra coinvolgono ormai mezzo mondo, con l’UE che non sa ancora bene cosa fare, proprio dal vecchio continente parte una preghiera collettiva per la pace voluta dalla Commissione delle Chiese d’Europa. Ieri è stato il giorno dell’Italia. A Cosenza, in Cattedrale, si è tenuta una lunga adorazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Giovanni Checchinato.
Guerra Iran, Coldiretti: «Rischio concreto di un nuovo shock energetico». Previsti nuovi rincari sulla filiera«La Commissione ha spalmato nelle diverse Nazioni – spiega il presule – un momento di preghiera per la pace e a noi è stata assegnata quella del 4 marzo. Noi dobbiamo sempre pregare perché ce lo insegna il Signore, ma sperimentiamo la forza della preghiera quando ci sentiamo sprovvisti dei mezzi sufficienti e necessari per ottenere la pace. La pace è certamente nella nostra responsabilità, ma in questo momento chi sta volendo la guerra non siamo certamente noi, anzi. Noi vorremmo l’esatto contrario».
Una preghiera per il mondo: «Non dimentichiamo le guerre in Africa»
Non è il primo appuntamento ecclesiastico per la pace nella Diocesi di Cosenza Bisignano presieduto dall’Arcivescovo. Lo scorso ottobre proprio Monsignor Checchinato aveva presieduto una preghiera per Gaza con un videomessaggio arrivato direttamente dal cardinale Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Ma, oltre alle guerre più conosciute, ci sono anche quelle dimenticate dai media e dai potenti. E l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, intervenuto ieri sera in diretta al nostro telegiornale prima dell’adorazione eucaristica, ha voluto sottolineare come la preghiera richiesta dalla Comunità delle Chiese Europee riguardasse anche i territori più remoti interessati da conflitti interni.
«In questo momento continuano a esserci conflitti anche in Sudan, Sud Sudan, Nigeria, Congo, tutte realtà se possibile più povere di quelle che conosciamo noi. Cerchiamo di dar voce anche ai fratelli e alle sorelle – spiega Checchinato – abbandonati in Africa». All’inizio della celebrazione, la lettura del messaggio di Papa Leone XIV per la pace. Un messaggio che i potenti del mondo, finora, non hanno affatto recepito. La paura di un’escalation è fortissima, ma la Chiesa prova a rispondere. Se non altro, prendendo una posizione netta: quella, per citare lo stesso pontefice, per una pace disarmata e disarmante.