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27/06/2026 ore 14.01
Società

A Cosenza il confronto Federprivacy sulle sfide tecnologiche. Gentile: «Lo Stato governi l’innovazione senza arretrare sulla tutela dei diritti»

Nel Salone degli Specchi della Provincia istituzioni, magistrati, professionisti e accademici su cybersicurezza e tanto altro

di Patrizia De Napoli

Grande partecipazione al convegno “Legalità, Privacy e Sicurezza: quali percorsi per il futuro dell’Italia”, organizzato da Federprivacy e ospitato nel Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, magistrati, professionisti, accademici, amministratori e operatori del settore per un confronto sulle nuove sfide poste dall’innovazione tecnologica, dalla cybersicurezza, dalla tutela dei dati personali e dalla promozione della legalità.

Il convegno nel Salone degli Specchi

Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli, del sindaco di Cosenza Franz Caruso e del componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza Gianluca Filice.

Il dibattito, moderato dal giornalista Giovanni Jacobazzi, ha visto gli interventi dell’avvocato Vittorio Lombardi, membro del direttivo di Federprivacy e docente universitario, di Claudia Eccher, componente laica del Csm, del colonnello dei Carabinieri Angelo Jannone, del presidente di Federprivacy Nicola Bernardi, di Antonio Gesualdo, esperto in cybersecurity e founder di Nikitena, e del deputato Andrea Gentile, componente della I Commissione Affari costituzionali della Camera.

Al centro del confronto il rapporto tra trasformazione digitale, sicurezza, responsabilità organizzativa, tutela dei diritti fondamentali e strumenti normativi necessari per accompagnare l’evoluzione tecnologica.

Gentile: «Il diritto non può rincorrere la tecnologia»

Nel suo intervento, l’onorevole Andrea Gentile ha richiamato la necessità di un sistema normativo moderno, capace di garantire insieme innovazione, sicurezza e tutela dei cittadini.

«L’innovazione rappresenta una straordinaria opportunità di crescita per il Paese – ha affermato Gentile – ma non può trasformarsi in un terreno nel quale il diritto rincorre continuamente la tecnologia. Lo Stato deve essere in grado di anticipare i cambiamenti, costruendo strumenti normativi adeguati e promuovendo una cultura della prevenzione».

Il parlamentare ha sottolineato come il diritto penale sia oggi chiamato a misurarsi con fenomeni nuovi, legati all’intelligenza artificiale, alla crescente esposizione delle imprese alle minacce informatiche e alla protezione dei dati personali.

Modelli 231, privacy e rischio cyber

Gentile ha posto l’accento sull’importanza di un approccio integrato tra sicurezza informatica, privacy e modelli organizzativi aziendali.

In particolare, ha richiamato la necessità di aggiornare i Modelli organizzativi 231, rafforzando gli strumenti di prevenzione attraverso sistemi di monitoraggio continuo, programmi di formazione del personale, integrazione tra Modello 231 e Modello Privacy e un approccio basato sul rischio.

«La prevenzione – ha sottolineato – deve diventare il primo presidio di legalità. Il diritto penale continua ad avere una funzione fondamentale di deterrenza, ma oggi non può operare isolatamente. Deve inserirsi in un sistema nel quale convivano prevenzione, gestione del rischio, responsabilità organizzativa e tutela dei diritti».

Collaborazione tra istituzioni e professioni

Un passaggio significativo dell’intervento è stato dedicato al ruolo delle istituzioni e alla necessità di un confronto stabile tra i diversi attori coinvolti.

Secondo Gentile, affrontare le nuove sfide imposte dall’innovazione richiede collaborazione tra istituzioni, magistratura, forze dell’ordine, professionisti, imprese e mondo accademico.

«La diffusione della cultura della legalità – ha osservato – rappresenta il più efficace investimento per prevenire i rischi. È necessario costruire un sistema nel quale prevenzione e repressione procedano insieme, senza ostacolare l’innovazione ma garantendo, allo stesso tempo, la tutela dei diritti dei cittadini e la sicurezza delle imprese».

Regole chiare per intelligenza artificiale e cybersicurezza

Nel concludere il proprio intervento, Gentile ha ribadito che il legislatore è chiamato a ripensare gli strumenti tradizionali del diritto per renderli adeguati alle trasformazioni tecnologiche.