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21/02/2026 ore 08.54
Società

Psoriasi e dermatite atopica, due malattie un’unica sfida: Cosenza capitale della dermatologia del futuro

Nel Salone degli Specchi un congresso nazionale dedicato alle malattie infiammatorie croniche della pelle. Il presidente Morrone spiega l’approccio integrato tra nuove terapie, IA e centralità del paziente

di Battista Bruno

Si intitola “Psoriasi e Dermatite Atopica tra traiettorie divergenti e percorsi condivisi” il congresso nazionale in programma il 27 e 28 febbraio 2026 nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza. Due giornate di alto profilo scientifico dedicate alle malattie infiammatorie croniche cutanee, con un focus su psoriasi e dermatite atopica, lette come un “sistema binario” dell’immuno-infiammazione: patologie distinte, ma spesso intrecciate nella pratica clinica.

L’evento, presieduto dal dottor Pietro Morrone, riunisce alcuni tra i più autorevoli specialisti italiani per un confronto multidisciplinare che parte dalle basi immunologiche e arriva alle più avanzate strategie terapeutiche: farmaci biologici, small molecules, medicina di precisione e disease modification. Ampio spazio sarà riservato alla gestione del paziente complesso e comorbido, alla personalizzazione delle cure, al ruolo dell’intelligenza artificiale e alla relazione medico-paziente.

Accreditato ECM e rivolto a medici, pediatri, allergologi, reumatologi, infermieri e farmacisti, il congresso sarà un momento di aggiornamento e crescita, ma anche un’occasione per ribadire la centralità del paziente e l’integrazione dei percorsi assistenziali. Per due giorni Cosenza diventerà un punto di riferimento nazionale per la dermatologia del futuro.

Dottor Pietro Morrone, perché dedicare un congresso a psoriasi e dermatite atopica lette come “sistema binario”?

«Psoriasi e dermatite atopica sono patologie distinte, con specificità patogenetiche e cliniche proprie. Tuttavia, nella pratica quotidiana del dermatologo, orbitano spesso nello stesso spazio: condividono meccanismi immunologici, pongono sfide simili e talvolta coesistono nello stesso paziente, dando origine a quadri complessi. Questo congresso vuole offrire una visione integrata e aggiornata di due malattie che, pur diverse, appartengono alla stessa grande galassia infiammatoria.»

Qual è oggi la principale rivoluzione terapeutica nella gestione delle malattie infiammatorie croniche della pelle?

«L’arrivo dei farmaci biologici, vere “pallottole terapeutiche” nate dalla conoscenza dei meccanismi molecolari delle patologie. Consentono risultati ambiziosi con standard di sicurezza molto elevati.»

Quanto incide la medicina di precisione nella scelta delle terapie e nella personalizzazione dei percorsi di cura?

«È il futuro. La possibilità di utilizzare diversi strumenti estremamente performanti rende necessario targetizzare il paziente, secondo il principio: “Right patient, right therapy”.»

Che ruolo può avere l’intelligenza artificiale nel supportare il dermatologo nella pratica clinica quotidiana?

«L’AI sta permeando ogni ambito della medicina e la dermatologia non è immune. Sarà un ausilio nel perfezionare le diagnosi, soprattutto in ambito oncologico, e verrà integrata negli algoritmi decisionali. Non potremo prescindere dall’AI nel futuro prossimo. Ma non dobbiamo mai perdere di vista la centralità del paziente nella sua dimensione umana ed emotiva.»

Quanto pesano psoriasi e dermatite atopica sulla qualità di vita dei pazienti?

«Incidono in modo significativo su vita sociale, lavorativa ed emotiva. Possono invalidare, creare isolamento, generare disturbi dell’umore e, nei casi più estremi, persino favorire un decadimento cognitivo.»

Qual è il messaggio che desidera lanciare ai colleghi che parteciperanno alla due giorni di Cosenza?

«Oggi disponiamo di strumenti straordinari. Il nostro compito è usarli in modo responsabile, umano ed efficace. Al centro del congresso ci sarà non solo il progresso scientifico, ma soprattutto la persona, con attenzione costante ai bisogni reali dei pazienti: qualità di vita, aderenza terapeutica, impatto psicologico e integrazione dei percorsi di cura.»