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30/11/2025 ore 06.30
Societa

Rende, Amendola: «L’OktoberFest non può sponsorizzare le società sportive giovanili»

La presidente dei club alcologici territoriali della Calabria fotografa l’abuso di alcol da parte degli adolescenti e denuncia l’ipocrisia con la quale istituzioni e società approcciano un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante

di Emilia Canonaco

L’abuso di alcol al centro dell’ultima puntata della trasmissione Buongiorno in Calabria, in diretta dalla suite aeroportuale di Lamezia Terme, grazie al contributo della psicologa Maria Francesca Amendola, a lungo responsabile del Centro alcologico dell’Asp di Cosenza e attuale presidente dei club alcologici territoriali della Calabria.

Si parte subito da un dato allarmante. La psicologa Maria Francesca Amendola svela: «In Italia i ragazzi cominciano a consumare alcol all’età di undici anni, prima che nelle altre nazioni. Fino a qualche anno fa, i più grandi consumatori di birra erano i Paesi del nord Europa. Adesso, invece, la situazione si è capovolta».

L’abuso di alcol da parte dei giovanissimi si porta dietro altre dipendenze: «Agli alcolici si accompagnano cannabis e altre sostanze, per amplificare lo sballo. Ultimamente, sempre più giovani assumono psicofarmaci, senza prescrizione medica».

La psicologa Maria Francesca Amendola passa poi a illustrare il funzionamento dei club alcologici territoriali: «Il club di Cosenza si riunisce tutti i martedì pomeriggio in un locale messo a nostra disposizione dalla parrocchia di Sant’Aniello. Il percorso riabilitativo che mira alla sobrietà non riguarda la singola persona che sperimenta la dipendenza dall’alcol, ma l’intero nucleo familiare di cui fa parte. Durante gli incontri, che durano un’ora e mezza, non si parla soltanto di alcol, ma di come riuscire a seguire uno stile di vita sano, di benessere e di tutti quei problemi che ci si trova ad affrontare nella vita quotidiana. Ci tengo a precisare che non si tratta di un gruppo terapeutico, ma di un nucleo di famiglie che si incontrano e aspirano comunemente al cambiamento».

La discussione affronta poi il legame tra alcol e tumori. La psicologa Maria Francesca Amendola espone i risultati di un recente studio scientifico: «È stata accertata la correlazione tra assunzione di alcolici da parte delle donne e tumore al seno, oltre alle già conosciute patologie tumorali che colpiscono esofago, lingua, fegato e apparato digerente. Senza parlare di una serie di malattie neurodegenerative».

Da qui, l’importanza della prevenzione. Le pubblicità di birre e alcolici recano l’invito “bevi responsabilmente”. A questo proposito, la psicologa Maria Francesca Amendola parla di «ipocrisia» e denuncia: «Non è possibile che l’Oktoberfest di Rende sponsorizzi le squadre sportive locali. Di recente, mi è capitato sotto gli occhi il video di alcune ragazzine che giocavano a calcio tenendo in mano un finto bicchiere di birra».

La psicologa Maria Francesca Amendola è consulente nell’ambito di un progetto promosso dall’Università di Calabria finalizzato al contrasto delle dipendenze: «Abbiamo avviato una campagna di comunicazione rivolta alle circa quaranta associazioni studentesche attive all’Unical. Siamo partiti dalla somministrazione di questionari che ci permettono di indagare vari aspetti comportamentali. Voglio precisare che la dipendenza non è soltanto quella dall’alcol, ma ci sono anche quelle di natura affettiva, oltre alle dipendenze dai social. Stare ore e ore davanti ad uno smartphone, causa problemi a livello cognitivo e di memoria».

Dall’università alla scuola. Lo scorso 4 novembre, 43 psicologici hanno preso servizio in 285 istituti scolastici: la Calabria, infatti, è la prima regione d’Italia ad avere istituito “lo psicologo a scuola”. Il progetto - finanziato grazie a nove milioni del Fondo sociale europeo – ha la durata di tre anni, ma mira a diventare strutturale.

Maria Francesca Amendola la definisce una iniziativa «assolutamente positiva», ma muove alcuni rilievi: «Gli psicologi destinati ad entrare nelle scuole devono avere a mio parere una formazione specifica. Ricordo che all’Unical è appena partito il primo anno di Psicologia. Ritengo che sia stato superfluo sottrarre all’Asp degli psicologi psicoterapeuti per mandarli nelle scuole, perché così facendo il servizio sanitario pubblico rimane sguarnito di figure professionali indispensabili. Quando gli studenti - dopo una prima fase di ascolto nelle scuole da parte dello psicologo - verranno mandati nelle strutture sanitarie, rischiano di non trovare nessuno con cui avviare un percorso di psicoterapia».