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19/05/2026 ore 20.01
Società

Rende riapre i centri sociali Dattoli e Lanzino: approvato il regolamento comunale

L’Amministrazione Principe restituisce alla città due strutture storiche e avvia una rete di aggregazione nei quartieri

di Redazione

Due strutture storiche tornano alla città e diventano il punto di partenza di una nuova rete di socialità urbana. Con la pubblicazione del regolamento comunale sui Centri di Aggregazione Sociale, l’Amministrazione comunale di Rende, guidata da Sandro Principe, restituisce ai cittadini il Centro Sociale Dattoli e il Centro Sociale Lanzino di Saporito.

All’insediamento dell’attuale Amministrazione, le due strutture risultavano utilizzate come depositi o archivi. Dopo undici mesi di lavoro, il Comune avvia ora un percorso che punta a recuperare spazi pubblici e a rimetterli al servizio della comunità.

Centri sociali a Rende, riparte la rete di aggregazione

Il nuovo regolamento rappresenta il primo passo di una strategia più ampia. L’Amministrazione comunale, attraverso apposite delibere di Giunta, individuerà infatti altri spazi nel patrimonio dell’Ente o messi gratuitamente a disposizione da altri soggetti, da destinare a Centri Sociali.

L’obiettivo è diffondere questi luoghi nel maggior numero possibile di quartieri, costruendo una rete capace di favorire partecipazione, relazioni e cittadinanza attiva.

I Centri di Aggregazione Sociale vengono definiti come luoghi laici, aperti e inclusivi. Strutture pensate per aggregare persone, promuovere il confronto e diventare cantieri di elaborazione e sperimentazione sociale, con un carattere interculturale e intergenerazionale.

Spazi aperti al Terzo Settore e al non profit

Alle attività promosse nei Cas potranno partecipare associazioni del Terzo Settore e realtà del mondo non profit. Una scelta che punta a valorizzare il contributo delle energie civiche già presenti sul territorio e a costruire nuove occasioni di collaborazione tra Comune, enti, associazioni e cittadini.

Dentro questi spazi potranno svolgersi iniziative educative, culturali, ricreative, artistiche, ambientalistiche, umanitarie e scientifiche, purché compatibili con le dimensioni delle strutture e con le norme di sicurezza.

I Centri potranno inoltre ospitare assemblee e manifestazioni a carattere sociale, attività di prossimità e servizi legati alla solidarietà sociale.