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24/10/2024 ore 19.00
Società

Rende, la fondazione "Don Carlo De Cardona" inaugura lo sportello antiusura | VIDEO

Il presidente Paolo Mancuso: «L'esclusione finanziaria vuol dire anche esclusione sociale»
di Salvatore Bruno

Taglio del nastro nel comune di Rende dello sportello antiusura, un punto di ascolto e supporto per le famiglie indebitate curato dalla Fondazione diocesana Don Carlo De Cardona. Un fenomeno in crescita quello dei soggetti che rischiano di finire in mano ai cravattari, strozzati dall’aumento del costo della vita e dalla estromissione dai circuiti del credito perché segnalati nelle varie centrali rischi.

«L’esclusione finanziaria vuol dire esclusione sociale» ha detto tra l’altro il presidente della Fondazione Paolo Mancuso. Alla cerimonia inaugurale sono tra gli altri intervenuti il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano, l’arcivescovo Giovanni Checchinato, i rappresentanti locali delle forze dell’ordine. In circa 25 anni di attività la Fondazione De Cardona ha erogato garanzie finanziarie per oltre 12 milioni di euro a beneficio di oltre duemila persone.

«Lavoriamo molto a contatto con i parroci – ha ricordato Mancuso – Purtroppo dal nostro osservatorio privilegiato dobbiamo rilevare un aumento dei profili di indebitamento. Tra le motivazioni vi è anche la sovrapposizione di una serie di finanziamenti, i cosiddetti crediti al consumo, a cui si ricorre con troppa facilità senza rendersi conto di quanto questo canale sia costoso». Lo sportello sarà aperto per due giorni a settimana, il martedì e il venerdì.

Naturalmente le consulenze sono completamente gratuite. «L’usura è una piaga sociale – ha sottolineato il prefetto – che purtroppo trova alimento nella sofferenza della gente, una sofferenza che può essere determinata dalle cause più disparate, come la ludopatia quindi come momento patologico.

Ma si può avere bisogno di soldi anche per questioni di tipo fisiologico; ci possono essere problemi di malattia, lavorativi, problemi di ogni tipo e quando non può accedere al credito ordinario può trovarsi in difficoltà. Proprio in questi momenti di fragilità le persone vanno intanto intercettate e poi accompagnate verso una soluzione possibile. Mi trovo a gestire questa provincia da tre mesi scarsi e però – ha detto ancora Rosa Maria Padovano – percepisco il fenomeno dell’usura come molto presente ed esteso. Tuttavia le denunce sono numericamente ancora insignificanti. La gente allora non ha ancora percepito la necessità e l’importanza della denuncia, quindi bisogna soprattutto lavorare anche in termini di formazione, di sradicamento dei pregiudizi nei confronti della utilità della denuncia, del venire allo scoperto».

Una Fondazione cristiana gestita da laici, ha osservato monsignor Giovanni Checchinato: «Abbiamo bisogno di farci prossimo nei confronti degli altri. L’esperienza della De Cardona è proprio una esplicitazione di questa necessità. Seguendo proprio l’esempio di De Cardona, il quale da sacerdote fondò la banca di credito cooperativo della nostra zona facendosi carico di sostenere gli ultimi e non i grandi possidenti. Anche questo è un insegnamento su come vivere il vangelo».

Significativo che lo sportello sia stato aperto in un municipio commissariato per mafia: «Rafforza la rete dei servizi con i cittadini. Intervenire in favore delle classi deboli è forse il modo più efficace per contrastare la illegalità. Da amministratori dobbiamo assicurare ogni utile strumento per mettere le forze dell’ordine in condizione di combattere il crimine e il malaffare. Poi quello dell’usura rientra certamente tra i più infamanti e difficili da configurare giuridicamente e quindi da combattere e vincere».