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25/02/2026 ore 09.28
Società

Rende, nuova operazione notturna: continua il piano anti-randagismo

Nuovo intervento della Polizia Locale e dell’Asp Veterinaria: cinque cani recuperati nell’area universitaria e trasferiti al canile sanitario di Mendicino per controlli e identificazione.

di Redazione

Una nuova operazione mirata al contrasto del randagismo ha interessato l’area del Campus universitario di Arcavacata nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 2026. A partire dalle ore 2, la Polizia Locale di Rende, coordinata dal comandante Alfredo Ferraro, è intervenuta insieme al servizio accalappiacani dell’Asp Veterinaria di Cosenza per mettere in sicurezza un gruppo di cani segnalati da residenti e comunità universitaria.

Il risultato dell’operazione è il recupero di cinque animali, due dei quali di grossa taglia, che si aggiungono ai sette catturati nei giorni precedenti: dodici in una settimana, un dato che conferma la pressione costante del fenomeno nella zona del Campus, frequentata quotidianamente da studenti, personale docente e amministrativo dell’Università della Calabria.

Gli animali, una volta catturati, sono stati trasferiti al canile sanitario di Mendicino, dove seguiranno l’iter previsto dai protocolli. Le procedure comprendono una valutazione clinica iniziale, la microchippatura e un periodo di monitoraggio necessario a stabilire eventuali percorsi di ricollocamento o adozione.

L’intervento si inserisce nel piano organico voluto dall’amministrazione guidata dall’Sandro Principe, che nelle ultime settimane ha intensificato le operazioni nell’area di Arcavacata. L’obiettivo è duplice: garantire la sicurezza di cittadini e comunità universitaria e al tempo stesso tutelare gli animali, operando nel quadro delle norme sulla protezione animale e delle linee guida veterinarie.

Secondo il Comune, la strategia passa da un coordinamento strutturato tra istituzioni locali, Polizia Locale e servizi sanitari veterinari. Un approccio che punta a ridurre la presenza di branchi non controllati, limitare i rischi e assicurare una gestione dignitosa degli animali randagi attraverso percorsi sanitari e amministrativi definiti.

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