Sezioni
20/04/2026 ore 10.22
Società

Rende, superstizione sotto esame: al Rotary un viaggio tra cultura, tradizione e libertà di pensiero

Oltre 70 partecipanti all’incontro con il professor Librandi: “Conoscere le credenze per liberarsene”

di Redazione

Una data simbolica per affrontare un tema che simbolico non è affatto. A Rende, venerdì 17 aprile, il Rotary Club Rende ha promosso un confronto sul ruolo della superstizione nella società contemporanea, trasformando una ricorrenza legata all’immaginario popolare in occasione di analisi culturale.

L’incontro, ospitato al Best Western Premier “Villa Fabiano Hotel”, ha registrato oltre 70 presenze tra soci, accademici, professionisti e cittadini, segno di un interesse che supera la dimensione folklorica per toccare nodi più profondi della vita collettiva.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del club, Sergio Mazzuca, che ha ricondotto la superstizione alla sua funzione originaria: un tentativo umano di dare ordine all’incertezza. Un bisogno antico, che non si è esaurito con il progresso, ma continua a manifestarsi — spesso in forme meno evidenti — anche nei contesti più avanzati.

Il cuore dell’incontro è stato affidato a Fulvio Librandi, antropologo culturale dell’Università della Calabria, che ha offerto una lettura strutturata del sistema delle credenze come parte integrante dell’identità mediterranea. Non residuo del passato, ma dispositivo culturale ancora attivo, capace di orientare comportamenti, percezioni del rischio e modalità di interpretazione della realtà.

È emerso con chiarezza un punto: studiare la superstizione non significa demolire la tradizione, ma comprenderla. Solo distinguendo tra patrimonio culturale e condizionamento mentale è possibile costruire un pensiero più autonomo.

Nel suo intervento conclusivo, Mazzuca ha richiamato proprio questa linea di demarcazione, sottolineando come la conoscenza rappresenti uno strumento di emancipazione individuale e collettiva. Un approccio coerente con la missione del Rotary, che continua a investire in momenti di confronto pubblico su temi culturali e sociali.

L’iniziativa si inserisce infatti in un percorso più ampio che mira a rafforzare il dibattito sul territorio, offrendo occasioni di approfondimento su questioni che, pur radicate nella tradizione, restano pienamente attuali.