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09/01/2026 ore 19.00
Società

Riforma della magistratura, Pietro Perugini: «Si colma un vulnus che si trascina da troppo tempo» | VIDEO

L’avvocato del Foro bruzio presenta il convegno organizzato a Cosenza dal comitato referendario Sì Separa promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi sulla separazione delle carriere dei magistrati

di Emilia Canonaco

Gian Domenico Caiazza, ex presidente dell’Unione Camere Penali, noto anche per aver fatto parte del collegio difensivo di Enzo Tortora, sarà ospite a Cosenza, sabato 10 gennaio alle ore 11, dell’iniziativa promossa a Cosenza dal Comitato referendario Si Separa promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi sulla separazione delle carriere in magistratura.

L’iniziativa, in programma nella Sala degli Stemmi del Palazzo della Provincia, sarà introdotta da Chiara Penna, con la partecipazione tra gli altri, di Sabrina Mannarino. Nello spazio intervista del nostro network, l’appuntamento è stato presentato da Pietro Perugini, avvocato del foro di Cosenza, profondo sostenitore della riforma costituzionale approvata dai due rami del Parlamento e che dovrà adesso essere confermata dai cittadini con il voto referendario.

«Distinguere nell'ambito della giustizia la componente della magistratura requirente da quella giudicante è una riforma dalle radici antiche - ha sottolineato Perugini - Si tratta della naturale conclusione di un lungo percorso di evoluzione normativa, sia ordinaria che costituzionale, avviato con l’introduzione del nuovo codice di procedura penale varato alla fine degli anni ottanta, con il prestigioso contributo di due eminenti studiosi, Giuliano Vassalli e Giuliano Pisapia. La novità sostanziale di quella innovazione normativa è rappresentata dal processo accusatorio che è un processo di democrazia, di libertà. Un processo in cui le prove si formano in dibattimento dinanzi al giudice.

L'essenza del problema è che, tenendo conto dell’autonomia e della piena indipendenza della magistratura dagli altri poteri dello Stato, tra il Pubblico Ministero che rappresenta la pretesa punitiva dello Stato e l’avvocato che incarna il diritto di difesa dell’indagato, vi è il giudice che deve essere terzo, estraneo alle parti, a valutare le posizioni delle due parti antagoniste. Per questo - ha sostenuto ancora Perugini - anche in osservanza delle disposizioni sul giusto processo, nella formazione del contraddittorio le parti devono trovarsi in una posizione di parità rispetto al giudice».

Secondo Perugini la riforma costituzionale procede in questa direzione, risolvendo un vulnus che si trascina ormai da troppi anni nel nostro Paese. «Per norma costituzionale la magistratura giudicante e la magistratura requirente saranno organizzati in due Consigli superiori della magistratura. Questa è una riforma di democrazia - ha detto ancora Perugini - Spero che questo referendum coinvolga pienamente la pubblica opinione. In Italia la giustizia è amministrata in nome del popolo. Auspico quindi che il popolo partecipi per esprimersi in maniera determinata su questa tematica che può apparire tecnicistica ma che consente a tutti di avere diritto ad un processo giusto e democratico».