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06/02/2026 ore 09.53
Società

Roberto Bilotti: «Marta Petrusewicz ha immaginato il futuro per Rende con una visione internazionale»

Il mecenate ricorda l’intellettuale e politica morta ieri: «Da assessora alla cultura con straordinaria visione e altrettanta determinata passione ha contribuito a sviluppare il progetto “Rende Borgo dei Musei”»

di Emilia Canonaco

di Roberto Bilotti*

La scomparsa di Marta Petrusewicz è un dolore personale e una grande perdita per il nostro territorio. Raffinata e appassionata intellettuale ha coniugato i suoi impegni universitari (Unical, Università di New York e Princeton) e politici attraverso la realizzazione di progetti dove cultura e sociale si fondono. Animata dall’amore dei luoghi che l’hanno accolta, ha promosso e valorizzato iniziative di grande impatto sociale e culturale diventando vero motore del Sistema di valorizzazione della regione. Marta Petrusewicz ha compreso il passato e immaginato il futuro per Rende antica con intuito, progettualità e spiccata visione internazionale.

Storia, cultura, identità e coscienza civica, che lasciano al futuro la tessitura di un significativo passato, saldando quello che è stato e ciò che sarà, ripristinando la memoria sociale dei luoghi e il sentimento ad esse associato. Da assessora alla cultura con straordinaria visione e altrettanta determinata passione ha contribuito a sviluppare il progetto “Rende Borgo dei Musei” un programma di rigenerazione urbana, di rilancio turistico, economico e sociale diretto a invertire il processo di declino e di spopolamento. Il borgo di Rende con rinnovata identità di polo culturale, con la sua straordinaria rete di musei potrebbe costituire offerta per una giornata, favorendo lo sviluppo, anche con agevolazioni fiscali per commercianti, artigiani e artisti, creando indotto pe la rivitalizzazione con nuove attività commerciali - una immersione che rintraccia le coordinate visive di un dialogo che rispecchia intuito e sensibilità e dove prevale l’interpretazione della cultura come valore pubblico.

Marta aveva pensato ad un intervento sistemico e concertato che coinvolgesse istituzioni, cittadini inconsapevoli del potenziale di ciò che hanno, risorse, infrastrutture e servizi, riattivazione degli esercizi commerciali, in un modulo integrato di valorizzazione e di promozione, sostenuto da un sistema di comunicazione, siti informativi e segnaletica. Aveva ipotizzato Rende come estensione del campus universitario. Residenzialità per gli studenti nel convento delle clarisse e i recuperati palazzi Basile e Martino alla Giudecca sedi di dipartimenti, corsi, residenze d'artista, start up e Kunsthalle, aggregazione e coesione da ritrovare nell’atmosfera delle antiche costruzioni.

Ha sostenuto la donazione de’ Angelis delle vetrate di Alfredo Pirri sui torrioni del castello con sovrapposizioni di cerchi che diffondono la luce in un dialogo continuo tra lo spazio fisico e la memoria, e nuove opere dall’informale, espressionismo astratto, pop art, minimalismo fino all’arte concettuale e ambientale. Ha promosso la realizzazione del nuovo Museo della ceramica di Calabria nel palazzo Magdalone rifunzionalizzando gli spazi dismessi dal Ristorante Pantagruel.

Una panoramica cronologica e geografica regionale documentata da reperti classici magno-greci e romani, alle testimonianze delle culture angioine e aragonesi, alla maiolica seicentesca da spezieria conventuale e da farmacia fino alle morfologie e decorazioni popolari. Una vita piena di valori che ha profuso e difeso con energia in ogni espressione del suo operato, un ricco tragitto poliedrico lungo, impegnativo e di rapporti umani aperti, attenti e partecipati. Nel suo buen retiro di Arcavacata con Franco, i gatti, l’orto, ho trovato accoglienza affettuosa e generosa, allegra e stimolante.

*Mecenate