Rotatoria di Calopezzati, Anas esclude responsabilità su allagamenti e rete idrica
Basta Vittime sulla Statale 106 diffonde la risposta dell’ente: nel documento richiamate interferenze e criticità comunali
La rotatoria di Calopezzati sulla Strada Statale 106 torna al centro del confronto pubblico. Dopo mesi di polemiche e segnalazioni legate a disagi, allagamenti e problemi alla rete idrica, l’Organizzazione di volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha chiesto chiarimenti ufficiali ad Anas. La risposta dell’ente, secondo quanto riferisce l’associazione, escluderebbe responsabilità del cantiere su alcuni episodi contestati e richiamerebbe invece criticità legate a sottoservizi, reti comunali e interferenze emerse durante i lavori.
Il documento trasmesso da Anas è firmato dal direttore dei lavori Michele Pangaro, dal responsabile del procedimento Salvatore Rigoli, dal responsabile Area Nuove Opere Alessandro Malizia e dal responsabile della Struttura territoriale Calabria Luigi Mupo.
Rotatoria di Calopezzati, la risposta di Anas
Al centro della vicenda c’è l’opera attesa da anni in uno degli incroci considerati più delicati della Statale 106. L’associazione Basta Vittime sostiene di essere stata indicata da molti cittadini come una delle principali realtà favorevoli alla realizzazione della rotatoria e, proprio per questo, di aver ritenuto necessario chiedere chiarimenti formali all’ente proprietario dell’infrastruttura.
La risposta di Anas, secondo l’organizzazione, avrebbe un peso significativo perché interviene su alcuni episodi che nei mesi scorsi erano stati associati, direttamente o indirettamente, ai lavori in corso.
Il caso dell’allagamento vicino alla chiesa
Uno dei passaggi richiamati riguarda il cosiddetto «fiume d’acqua sul piazzale della chiesa». Secondo quanto riferito da Basta Vittime, l’amministrazione comunale avrebbe ricondotto pubblicamente quell’episodio alla rottura di un argine artificiale realizzato nell’ambito dei lavori della rotatoria.
Anas, nel documento citato dall’associazione, chiarirebbe invece che l’episodio «non appare in alcun modo riconducibile al cantiere». Sempre secondo la ricostruzione riportata, le opere già realizzate avrebbero consentito il corretto deflusso di ingenti quantità d’acqua, evitando conseguenze peggiori.
Per l’organizzazione, si tratta di una smentita netta rispetto alla narrazione che avrebbe collegato alcuni disagi del borgo marino all’intervento infrastrutturale sulla Statale 106.
La condotta idrica e la rottura del 27 maggio
Un altro punto riguarda la rottura della condotta idrica avvenuta il 27 maggio. Anche in questo caso, secondo quanto comunicato da Basta Vittime, Anas escluderebbe responsabilità riconducibili ai lavori della rotatoria.
Nel documento si farebbe riferimento a una tubazione già oggetto di precedenti riparazioni prima dell’apertura del cantiere, con soluzioni tecniche ritenute non idonee e ormai vetuste. L’impresa esecutrice, pur non avendo responsabilità nell’accaduto secondo la posizione riportata da Anas, avrebbe comunque fornito supporto tecnico per consentire la riparazione della condotta.
Sottoservizi e interferenze non censite
Il passaggio più rilevante della comunicazione riguarda le criticità emerse durante l’esecuzione dei lavori. Anas avrebbe segnalato la presenza di sottoservizi e reti comunali non risultanti nel censimento effettuato in fase progettuale.
Nel corso dell’intervento sarebbero state individuate ulteriori interferenze non segnalate e si sarebbero resi necessari diversi sopralluoghi con l’Ufficio tecnico comunale.
Secondo quanto riferisce l’organizzazione, Anas avrebbe inoltre ricordato che il Comune di Calopezzati, richiamando il proprio dissesto finanziario, avrebbe chiesto all’ente di farsi carico dello spostamento delle reti comunali interferenti con l’opera.
La richiesta di informazioni rimasta inevasa
Nel documento richiamato da Basta Vittime, Anas avrebbe dichiarato anche di aver richiesto formalmente all’Ufficio tecnico comunale informazioni utili a individuare le utenze autorizzate e quelle eventualmente da regolarizzare.
Una richiesta che, secondo quanto riportato dall’associazione, risulterebbe ancora inevasa. È questo uno degli elementi che spinge l’organizzazione a chiedere chiarezza sui reali fattori che avrebbero rallentato o complicato l’avanzamento dell’opera.
Per Basta Vittime, le criticità richiamate da Anas riguarderebbero soprattutto interferenze, sottoservizi, reti comunali e procedure riconducibili all’ente locale. Da qui la domanda posta dall’associazione: chi sta davvero ostacolando la rotatoria di Calopezzati?
«I cittadini hanno diritto alla verità»
L’organizzazione sottolinea che la questione non dovrebbe essere ridotta a polemica politica. Il punto, sostiene Basta Vittime, è il diritto dei cittadini a essere informati correttamente su un’opera nata per migliorare la sicurezza stradale lungo la Statale 106.
«Quando si parla di sicurezza stradale, di opere pubbliche e di vite umane, non possono esistere illazioni, scorciatoie comunicative o mezze verità», afferma l’associazione. «Esistono soltanto i fatti. E i fatti, questa volta, sono scritti nero su bianco nelle comunicazioni ufficiali firmate dai massimi responsabili tecnici di Anas Calabria».