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12/03/2026 ore 07.26
Politica

Saluto romano durante i festeggiamenti per Faragalli: Sinistra Italiana chiede una condanna netta

Il circolo di Sinistra Italiana di Casali del Manco denuncia un gesto comparso in un video circolato sui social durante i festeggiamenti per l’elezione del nuovo presidente della Provincia di Cosenza

di Redazione

Un video circolato nelle ultime ore sui social mostra alcuni momenti dei festeggiamenti per l’elezione del nuovo presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli. Nel filmato, tra la folla che celebra il risultato elettorale, sarebbe visibile anche un braccio teso in quello che appare come un saluto romano.

Sull’episodio interviene il circolo di Sinistra Italiana di Casali del Manco, che in una nota parla di un gesto grave e incompatibile con i valori democratici e antifascisti sanciti dalla Costituzione italiana.

«In un luogo che dovrebbe rappresentare la casa della democrazia locale – si legge nella nota – un gesto di questo tipo suona come uno schiaffo alla sobrietà istituzionale».

Secondo Sinistra Italiana non si dovrebbe liquidare l’accaduto come un semplice episodio di folklore o come un eccesso di entusiasmo individuale. Il riferimento al saluto romano, sottolineano, richiama infatti simboli e linguaggi legati al periodo più buio della storia italiana.

«Si festeggia l’accesso a una carica elettiva – affermano – utilizzando il linguaggio di chi quelle elezioni le aveva abolite».

Per il movimento la questione non riguarda solo chi ha compiuto il gesto, ma chiama in causa anche la responsabilità politica dell’ambiente in cui è avvenuto.

«Cosenza – prosegue la nota – è una città con profonde tradizioni civili e culturali e non merita di essere associata a derive nostalgiche».

Da qui la richiesta rivolta ai vertici della nuova amministrazione provinciale: una presa di distanza «netta e inequivocabile» da ogni riferimento a simboli o gesti riconducibili all’ideologia fascista.

«Chi giura sulla Costituzione italiana – conclude Sinistra Italiana – ha il dovere morale di chiarire che non c’è spazio per nostalgie autoritarie».