Scacco d'Atto, Maura Monteforte direttrice della Scuola Forense: «Il nostro orgoglio? La capacità di fare squadra» – VIDEO
La direttrice della Scuola Forense "Bernardino Alimena" racconta il successo dei giovani avvocati cosentini, vincitori del torneo nazionale "Scacco d'Atto" dopo la finale contro Padova
La Scuola Forense Bernardino Alimena della provincia di Cosenza si è aggiudicata la decima edizione del prestigioso torneo nazionale di retorica e argomentazione “Scacco d’Atto” al termine di un percorso che ha visto confrontarsi 27 scuole forensi provenienti da tutta Italia. I giovani avvocati bruzi si sono misurati in finale con la scuola di Padova, riuscendo ad imporsi al termine di un confronto di altissimo livello tecnico e culturale. Ospite dello spazio intervista del nostro network l’avvocata Maura Monteforte, direttrice della scuola forense, ha messo in evidenza l’importanza di questo traguardo.
«La scuola forense di Cosenza – ha ricordato - è storica sul territorio nazionale, fondata nel 2008 in epoca antecedente all’introduzione obbligatoria di queste istituzioni. Ci occupiamo a tutto tondo della formazione continua e specialistica degli avvocati ma la nostra primaria vocazione è quella di preparare i giovani laureati in giurisprudenza che devono sostenere l'esame di avvocato, di abilitazione professionale.
Sono veramente orgogliosa dei ragazzi che hanno ottenuto il successo in questo appuntamento al quale già in passato avevamo partecipato più volte. Il primo posto è un risultato fondato sull'unione di questi giovani legali, della loro abilità di creare gruppi, della capacità di sostenersi l'uno con l'altro, della passione per la retorica e l'argomentazione giuridica. Questa decima edizione – ha aggiunto - è stata ospitata nella città di Taranto, città della quale è originario il fondatore del torneo, l'avvocato Vincenzo Di Maggio, ex consigliere nazionale dell’ordine. Nel 2016 ebbe questa intuizione di organizzare questa manifestazione».
Scacco d’atto si snoda su diversi momenti, dall’incipit dell’oratore alla fase della narrazione e poi a quella cosiddetta dell’argomentazione, successivamente, della confutazione. «È una iniziativa con regole ben precise e con al centro le regole della retorica classica – sottolinea ancora Maura Monteforte – La valutazione è incentrata sulle capacità argomentative. Quindi il giudizio non è in diritto ma sulla persuasività. È un lavoro che tecnicamente richiede tanto impegno. Cinque i ragazzi coinvolti; i professionisti Luigi Spadafora, Francesco Merli, Manola Federico, Marianna Bruno e Isabella Scalise.
Sono stati veramente bravissimi. Abbiamo però potuto contare sul sostegno fondamentale sia del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, presieduto da Claudio De Luca, che ha sempre accolto con grandissimo entusiasmo questo tipo di iniziative. È importante collocare l'avvocato al centro anche di un dibattito culturale, proprio come detentore di quest'arte poetica». Determinante anche il contributo dei tutor che hanno seguito gli allievi durante la preparazione: l’avvocato Elisabetta Granieri, direttore del corso della Scuola Forense e responsabile dell’area civile, e l’avvocato Erika Rodighiero, tutor dell’area penale. 110 i giovani iscritti alla scuola forense: «Certamente una realtà importante per il territorio.
La laurea in giurisprudenza si conferma ancora come un titolo valido che consente di accedere ad un ampio ventaglio di professioni. Anche se, innegabilmente, ci sono una serie di ostacoli che questi giovani laureati in giurisprudenza incontrano proprio nella prima fase della loro carriera, di carattere economico e sociale».