Scala Coeli, da venti giorni un tratto di strada franato mette a rischio gli automobilisti ma nessuno interviene
La denuncia dell’attivista Nicola Abruzzese: «Si è ritenuto sufficiente piazzare quattro pezzi di ferro alla meno peggio e un nastro bianco e rosso, non si può aspettare che accada un incidente per agire»
Un tratto di strada franato da quasi venti giorni e ancora nessun intervento risolutivo. Siamo sulla Sp 260, a circa un chilometro dal centro abitato di Scala Coeli. La denuncia arriva da Nicola Abruzzese, attivista e presidente del circolo Nicà Legambiente.
«Ad oggi – lamenta –, il settore viabilità della Provincia di Cosenza ha ritenuto sufficiente piazzare quattro pezzi di ferro alla meno peggio e un nastro bianco e rosso. Questa è una gestione superficiale, inadeguata e pericolosa».
A corredo un video in cui l’attivista percorre l’arteria mostrando la situazione attuale. «Qui non stiamo parlando di burocrazia o di dettagli tecnici: stiamo parlando di sicurezza stradale e di vite umane».
Abruzzese cita anche le prescrizioni del Codice della strada: «In presenza di un restringimento della carreggiata servono segnali di pericolo ben visibili, preavvisi su entrambe le corsie, indicazioni di prescrizione e dispositivi luminosi per le ore notturne. Tutto questo qui manca completamente».
Un «rischio reale e inaccettabile» per chi percorre il tratto quotidianamente. Da qui la richiesta di un intervento urgente per evitare spiacevoli episodi: «Non è più tollerabile che un tratto franoso venga lasciato in queste condizioni, senza protezioni adeguate e senza la minima segnaletica conforme alle norme. Non si può aspettare che accada un incidente per intervenire. Non si può e non si deve giocare con la sicurezza delle persone».
Troppo tempo è già stato perso secondo Abruzzese che sul caso è deciso ad andare fino in fondo: «Nei prossimi giorni – annuncia – segnalerò ufficialmente la gravità di questa situazione al presidente della Provincia di Cosenza, a sua eccellenza il prefetto di Cosenza e alla Sezione Polizia Stradale di Cosenza perché questa inerzia non può e non deve passare sotto silenzio».