Scalea piange Giulio Vitale, una vita tra fede, lavoro e servizio agli altri
Celebrati nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore i funerali dell’accolito, per decenni vicino agli ammalati e attivo nella vita civile
Scalea, Santa Maria del Cedro e Verbicaro piangono la scomparsa di Giulio Vitale, accolito istituito e per molti anni punto di riferimento della comunità cristiana e civile dell’Alto Tirreno cosentino. Le esequie sono state celebrate nella mattinata del 25 agosto nella chiesa di San Giuseppe Lavoratore a Scalea, con una partecipazione numerosa e raccolta.
Vitale aveva legato una parte significativa della propria vita alla parrocchia, dove svolgeva il servizio di accolito e ministro straordinario dell’Eucaristia. All’impegno ecclesiale affiancava il lavoro in Poste Italiane, la cura della famiglia e una presenza discreta nelle iniziative pubbliche del territorio.
La vicinanza agli ammalati
Il tratto più ricordato del suo servizio era l’attenzione dedicata alle persone ammalate e sofferenti. Ogni domenica e in occasione del primo venerdì del mese portava loro la comunione sacramentale, accompagnandola con una parola di conforto e con la disponibilità all’ascolto.
Un impegno portato avanti lontano da ogni protagonismo, attraverso gesti costanti che lo avevano reso una presenza familiare per numerose persone e per intere generazioni.
Il suo percorso pastorale era stato profondamente legato a quello del compianto parroco don Michele Oliva, che Vitale affiancava nelle attività della comunità. Tra le esperienze condivise vengono ricordati il Cammino Neocatecumenale, i pellegrinaggi e i diversi servizi svolti nella parrocchia di San Giuseppe Lavoratore.
Il ministero conferito nel 2008
Nel 2008 Giulio Vitale aveva ricevuto il ministero dell’accolitato dall’allora vescovo monsignor Domenico Crusco. In quella circostanza, viene ricordato, il presule aveva sottolineato il carattere permanente dell’impegno assunto.
Per la comunità cristiana quel servizio non era rimasto confinato alle celebrazioni liturgiche. Vitale aveva trasferito nella vita quotidiana la stessa attenzione mostrata all’altare, vivendo il lavoro e la partecipazione sociale come occasioni per prendersi cura degli altri.
La sua morte è avvenuta il 24 agosto, giorno dedicato dalla Chiesa a san Bartolomeo apostolo. Nel ricordo diffuso in queste ore viene richiamato il passo evangelico nel quale Gesù afferma: «Ecco davvero un israelita in cui non c’è falsità».
Il lavoro e l’impegno nella vita civile
La figura di Giulio Vitale era conosciuta anche per la sua attività professionale in Poste Italiane e per la partecipazione agli appuntamenti della società civile.
Tra le occasioni ricordate figura il servizio prestato durante la prima fermata del treno Frecciarossa a Scalea. Anche in quel contesto aveva svolto il proprio compito con la discrezione che ne caratterizzava il modo di essere.
Per molti anni aveva inoltre suonato nella Banda musicale “Città di Scalea”, che ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio. Al messaggio della formazione musicale si è aggiunto quello dell’Amministrazione comunale di Scalea, che ha manifestato vicinanza alle persone colpite dalla sua scomparsa.