Scuola al via in Calabria, Usb denuncia: «Precarietà, edifici fragili e servizi ancora insufficienti»
L’anno scolastico 2026/27 parte ufficialmente il 15 settembre, ma il sindacato descrive un quadro segnato da carenza di personale Ata, dispersione scolastica, trasporti inadeguati e problemi strutturali negli edifici
La scuola calabrese riparte, ma per Usb Scuola Cosenza il nuovo anno scolastico si apre dentro un quadro ancora fortemente critico. Il calendario regionale fissa l’avvio ufficiale delle lezioni al 15 settembre, anche se diversi istituti, grazie all’autonomia scolastica, hanno già riaperto nei giorni scorsi.
Secondo il sindacato, però, dietro la ripartenza restano problemi strutturali irrisolti: dalla precarietà del personale docente alla carenza di collaboratori scolastici e amministrativi, fino alle condizioni degli edifici e ai servizi destinati agli studenti.
Usb parla di una scuola «in sofferenza continua» e contesta la rappresentazione fornita dal Governo, ritenuta troppo ottimistica rispetto alla situazione reale. Tra i nodi principali viene indicata la precarizzazione dei docenti, definita un «male endemico» del sistema di reclutamento, al quale – secondo il sindacato – né la politica né le organizzazioni concertative avrebbero dato finora una risposta efficace.
Criticità vengono segnalate anche sul fronte del personale Ata, che Usb considera insufficiente soprattutto nei casi di istituti articolati su più plessi. Il sindacato contesta infatti un sistema di calcolo degli organici basato principalmente sul numero degli alunni e non sulla reale distribuzione territoriale delle sedi scolastiche.
Uno dei passaggi più duri riguarda la sicurezza degli edifici. «In Calabria più della metà delle scuole non ha il certificato di agibilità», sostiene Usb, che richiama anche il problema della manutenzione, giudicata troppo spesso legata all’emergenza e non a una programmazione strutturata.
A questo si aggiungono, secondo il sindacato, le difficoltà delle aree interne, dove trasporti e collegamenti non sempre riuscirebbero a rispondere alle esigenze degli studenti. Restano inoltre forti differenze territoriali sul fronte della dispersione scolastica, con la Calabria ancora distante dagli standard delle regioni del Nord.
L’elenco delle carenze tracciato da Usb comprende anche palestre, laboratori, mense scolastiche, buoni libro e interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Tutti elementi che, secondo il sindacato, incidono direttamente sulla qualità dell’offerta formativa e finiscono per ampliare il divario tra territori.
«La scuola in una regione come la Calabria rappresenta molto più di un luogo di sola istruzione», sottolinea Usb. È, piuttosto, «il luogo di crescita sociale per eccellenza», quello nel quale gli studenti acquisiscono gli strumenti necessari per diventare cittadini consapevoli e responsabili.
Da qui l’appello alle istituzioni, chiamate a garantire investimenti, servizi adeguati e una maggiore collaborazione con il mondo scolastico. «Le istituzioni non possono girarsi dall’altra parte – sostiene il sindacato – ma devono essere accanto alla scuola di ogni ordine e grado».
Per Usb, dunque, l’anno scolastico 2026/27 dovrà rappresentare un banco di prova decisivo: non soltanto per affrontare le emergenze quotidiane, ma per costruire un modello capace di assicurare il diritto allo studio in maniera uniforme su tutto il territorio regionale.
Il sindacato chiude rivolgendo un augurio a studenti, famiglie e personale scolastico, con l’auspicio che il nuovo anno possa essere «ricco, appagante e importante» e che la scuola possa continuare a rappresentare, soprattutto in Calabria, uno strumento concreto di riscatto sociale.