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20/05/2026 ore 12.03
Società

Scuole aperte anche d’estate: ecco dove si torna in classe il 31 agosto

Parte la sperimentazione in 42 comuni emiliano-romagnoli: laboratori, sport e attività culturali per aiutare le famiglie prima dell’avvio dell’anno scolastico

di Redazione

Le scuole che diventano spazi aperti di socialità, laboratori, sport e creatività anche prima dell’inizio ufficiale delle lezioni. In Emilia-Romagna prende il via una nuova sperimentazione che punta ad alleggerire il peso della lunga pausa estiva sulle famiglie e a trasformare gli istituti scolastici in luoghi di aggregazione educativa anche durante l’estate.

Dal 31 agosto al 14 settembre, infatti, le scuole primarie di 42 Comuni e Unioni di Comuni riapriranno in anticipo rispetto all’avvio dell’anno scolastico previsto il 15 settembre.

Non si tratterà però di lezioni tradizionali, ma di attività extracurriculari dedicate ai bambini dai 6 agli 11 anni: laboratori culturali, sport, teatro, musica, giochi e percorsi creativi pensati per accompagnare gradualmente il ritorno a scuola.

Il progetto è stato promosso dalla Regione Emilia-Romagna e finanziato con 3 milioni di euro. Secondo il presidente regionale Michele De Pascale, l’iniziativa nasce per aiutare le famiglie nella gestione dei figli in un periodo spesso complesso anche dal punto di vista economico.

La sperimentazione potrebbe coinvolgere fino a 100mila bambini in tutta la regione e rappresenta il proseguimento del progetto “Scuole aperte”, già avviato nei mesi scorsi per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con attività pomeridiane extracurriculari.

Le nuove attività saranno organizzate direttamente dai Comuni sulla base delle esigenze territoriali e delle collaborazioni con associazioni sportive, realtà culturali e soggetti del terzo settore. Gli interventi saranno affidati a educatori esterni e professionisti specializzati.

L’idea alla base del progetto è quella di ripensare il ruolo della scuola non soltanto come luogo di didattica, ma come presidio educativo e sociale aperto alla comunità anche nei periodi di sospensione delle lezioni.

Il tema del calendario scolastico, del resto, è da anni al centro del dibattito nazionale. La lunga pausa estiva italiana viene spesso considerata poco compatibile con i tempi di vita e di lavoro delle famiglie, soprattutto nei nuclei in cui entrambi i genitori lavorano.

Negli ultimi anni il confronto si è intrecciato anche con il tema della destagionalizzazione del turismo. L’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè aveva proposto una revisione del calendario scolastico nazionale con vacanze distribuite durante l’anno per favorire i viaggi nei periodi di bassa stagione.

Un’ipotesi che però aveva sollevato diverse criticità, soprattutto nelle regioni più calde, dove il prolungamento delle lezioni fino alla fine di giugno avrebbe richiesto scuole adeguate all’aumento delle temperature legato alla crisi climatica.

La sperimentazione emiliano-romagnola prova ora a percorrere una strada diversa: non modificare il calendario scolastico tradizionale, ma utilizzare il tempo estivo per ampliare l’offerta educativa e sostenere concretamente le famiglie.