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27/03/2026 ore 09.30
Società

Scuole chiuse tra maltempo e Fiera: a Cosenza è record di giorni persi, ma i dirigenti rassicurano

Due interventi ai nostri microfoni tra criticità e contromisure di un anno scolastico a singhiozzo. Rosanna Rizzo, (Liceo “Scorza”): «La sicurezza prima di tutto, recuperiamo con flessibilità e collaborazione». Domenico De Luca, (Liceo “Telesio”): «Anno formalmente valido, ma serve ridurre l’impatto della fiera»

di Paolo Mazza
Rosanna Rizzo e Domenico De Luca

Le aule vuote, i calendari didattici da riscrivere, le famiglie divise tra comprensione e disagio. A Cosenza, l’anno scolastico 2025-2026 rischia di essere ricordato come quello dei record negativi per giorni di lezione persi. Tra le ripetute ondate di maltempo e i giorni extra concessi alla Fiera di San Giuseppe - prolungata a causa di pioggia e forti raffiche di vento che hanno sradicato stand e botteghe ambulanti, recando disagi anche economici - le scuole si sono trovate a fare i conti con una discontinuità didattica senza precedenti recenti.

Eppure, dai dirigenti scolastici arriva un messaggio chiaro: la sicurezza viene prima di tutto, e il sistema scuola ha gli strumenti per reggere l’urto.

«Sicurezza e diritto allo studio non sono in contrapposizione»

Rosanna Rizzo, dirigente del Liceo Scientifico Scorza, non minimizza il disagio ma ne ridimensiona la portata: «Ogni giornata di scuola è preziosa, non solo per i contenuti ma anche per la socialità. Tuttavia, le chiusure sono state disposte per motivi di sicurezza e su questo non si può derogare».

Il riferimento è alle ordinanze legate alle allerte meteo e alla gestione della Fiera di San Giuseppe, eventi che hanno imposto stop inevitabili. «Il sindaco e le autorità competenti hanno il dovere di tutelare la popolazione, soprattutto in un contesto di cambiamenti climatici che rendono i fenomeni sempre più imprevedibili», sottolinea.

Sul piano didattico, però, la scuola non è rimasta ferma: «Ci siamo attivati subito per recuperare e riorganizzare. I docenti, grazie alla loro esperienza, individuano i nuclei fondanti delle discipline, garantendo comunque la qualità della formazione». Un lavoro che passa anche attraverso progettualità mirate e una rimodulazione delle attività.

Rizzo respinge inoltre l’ipotesi di un ritorno sistematico alla didattica a distanza: «La DAD non può essere un sostituto valido della scuola in presenza. Durante il Covid è stata una soluzione emergenziale, ma ha lasciato lacune soprattutto nella socializzazione». Il rischio, secondo la dirigente, è quello di un uso distorto: «Se la rendessimo ordinaria, sarebbe difficile stabilire limiti e criteri».

Interessante anche il modello interno di recupero: il peer to peer tra studenti. «Vedere ragazzi che dedicano il proprio tempo ai compagni è un segnale fortissimo. È la dimostrazione che la scuola è anche comunità e responsabilità condivisa».

«Anno valido, ma serve una migliore organizzazione»

Al Liceo Classico Telesio, il dirigente Domenico De Luca affronta il tema partendo dalla cornice normativa: «La legge prevede un minimo di 200 giorni di scuola, ma questo limite può essere derogato in caso di forza maggiore. Le chiusure per maltempo rientrano in questa casistica, quindi l’anno scolastico resta valido».

Non sono mancati, tuttavia, elementi di preoccupazione: «È stato un anno a singhiozzo, con una riduzione significativa delle ore programmate, che ha inciso sull’andamento delle attività didattiche e dei progetti». Particolare attenzione, mista a una moderata preoccupazione, è stata data anche al costone franoso nei pressi dell’istituto: «Inizialmente ha destato un po’ di paura, ma in realtà si è trattato di un falso allarme - chiarisce De Luca -. È stato effettuato un sopralluogo durante un periodo in cui le scuole erano già chiuse per ordinanza. Resta una situazione sotto monitoraggio, come previsto per legge, ma senza particolari criticità al momento».

Sul piano operativo, la risposta è stata una riorganizzazione interna: «Stiamo puntando su un recupero in itinere, accelerando i programmi in questi ultimi mesi». Ma lo sguardo è già rivolto al futuro, soprattutto per quanto riguarda la gestione della Fiera di San Giuseppe: «Serve una maggiore collaborazione istituzionale per ridurre l’impatto sull’attività scolastica. Eventi di questo tipo devono essere compatibili con il calendario didattico. Discorso simile per le consultazioni elettorali e referendarie: è auspicabile che si trovassero degli spazi diversi dalle scuole, in modo da non “sovraccaricare” ulteriormente queste ultime».

Dal punto di vista dei docenti, come spiega anche la professoressa dell’istituto Barbara Marchio, prevale la flessibilità: «Non c’è ansia da programma. Ci adattiamo alle esigenze delle classi, ampliando verifiche e tempi quando necessario». Un approccio che tiene conto della conoscenza già consolidata degli studenti: «Nel triennio il quadro è chiaro. Le chiusure non incidono in modo determinante sulle valutazioni».

Per le quinte, invece, l’attenzione è più mirata: «Si dà priorità alle materie oggetto d’esame, riducendo il carico sulle altre e avviando simulazioni».

Tra emergenze meteo e scelte organizzative straordinarie, dunque, le scuole cosentine hanno dovuto adattarsi a un anno complesso, cercando di garantire continuità nonostante le interruzioni. La sfida ora si sposta sul futuro: rendere più prevedibile la gestione del calendario e ridurre l’impatto di eventi esterni sulla didattica, senza compromettere sicurezza e qualità dell’insegnamento.