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04/11/2026 ore 16.24
Società

Sicurezza stradale, Caruso ai giovani: «Le regole salvano la vita, la prevenzione deve partire dalla scuola»

Il sindaco di Cosenza è intervenuto al Museo Multimediale all’iniziativa promossa dall’Associazione Diritti Prevenzione e Sicurezza con SEFIM Group e Polizia Stradale. Al centro dell’incontro educazione, responsabilità e prevenzione degli incidenti

di Redazione

Non basta inasprire le pene. Non basta introdurre nuovi reati. Se si vuole davvero ridurre il numero degli incidenti stradali, bisogna cominciare prima: dalla scuola, dall’educazione e da una cultura della responsabilità che accompagni i ragazzi ancora prima che prendano in mano le chiavi di un’auto.

È il messaggio lanciato dal sindaco Franz Caruso durante l’iniziativa sulla sicurezza stradale organizzata al Museo Multimediale di piazza Bilotti dall’A.D.P.S. – Associazione Diritti Prevenzione e Sicurezza, in collaborazione con SEFIM Group e Polizia Stradale.

Una giornata di confronto tra istituzioni, forze dell’ordine, professionisti, studenti e cittadini, pensata per affrontare il tema della prevenzione non solo attraverso le norme, ma anche attraverso testimonianze e percorsi educativi.

«I giovani devono diventare vettori della cultura della sicurezza»

Caruso ha insistito soprattutto sul ruolo delle nuove generazioni. «I giovani devono essere non solo i destinatari dei messaggi volti a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di garantire una sempre più diffusa sicurezza stradale, ma sono essi stessi i vettori più efficaci di una vera e propria cultura della sicurezza».

Una cultura, ha aggiunto, che deve essere acquisita sin dall’età scolare e tradotta poi in comportamenti concreti quando ci si trova alla guida di un monopattino, di una bici elettrica, di un motorino o di un’automobile.

Il filo conduttore è uno solo: rispetto per sé e per gli altri.

La testimonianza di Edward von Freymann

Tra gli interventi della giornata anche quello di Edward von Freymann, della Fondazione Gaia von Freymann, nata per mantenere vivo il ricordo di Gaia, vittima di un tragico incidente stradale.

Caruso ha sottolineato proprio il valore delle testimonianze dirette, capaci di rendere più concreto un messaggio che rischia altrimenti di restare astratto.

«Partecipare ai giovani le esperienze di vita vissuta, quella professionale, personale ed istituzionale, è estremamente importante», ha detto.

L’esperienza da penalista

Il sindaco ha richiamato anche la propria esperienza professionale di avvocato penalista, ricordando i processi affrontati negli anni per omicidio colposo a seguito di incidenti causati da conducenti in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Da qui il passaggio sul significato delle regole.

«La democrazia è fatta di regole e le regole ti portano anche a difendere la libertà, perché la libertà di ognuno di noi finisce là dove inizia la libertà dell’altro. E la libertà dell’altro è quella di avere il diritto di vivere».

«La vita è una sola»

Il monito rivolto ai ragazzi è stato diretto. Casco, cinture di sicurezza, attenzione, niente alcol o droghe prima di mettersi alla guida: piccoli comportamenti che possono fare una differenza enorme.

«La vita è una sola, è bella e va vissuta interamente – ha detto Caruso – ma per viverla interamente bisogna saperla preservare».

Secondo il sindaco, la repressione da sola non può bastare. «La punizione non è il solo mezzo che può educare. Per educare è necessaria una cultura ed un modus vivendi che bisogna abbracciare sin dalla più tenera età».

Ed è proprio dalle scuole elementari, secondo Caruso, che dovrebbe partire il lavoro più profondo: insegnare che la sicurezza stradale non è un insieme di obblighi da rispettare per evitare una multa, ma una forma di responsabilità verso la propria vita e quella degli altri.