Sigfrido Ranucci a Cosenza: «È in atto un nuovo ordine mondiale»
Il giornalista, a Cosenza per l’appuntamento al Teatro Rendano, si è fermato nella libreria Giunti di Corso Mazzini per un firmacopie: «I politici ci ignorano? Strano, perché continuano ad arrivarci querele...»
Una carriera che lo ha portato a condurre il più importante programma d’inchiesta italiano e che lo vede scrittore e autore di libri best seller. Sigfrido Ranucci, volto e anima di Report, non usa mezzi termini in una breve intervista prima del firmacopie alla Giunti di Cosenza per definire il momento storico che stanno attraversando il mondo in generale e l’Italia in particolare.
Da Report al Teatro Politeama di Catanzaro, Sigfrido Ranucci racconta il dietro le quinte delle sue inchieste«È un contesto internazionale molto complicato. Siamo di fronte a un momento storico importante, perché è in atto un nuovo ordine mondiale, lo abbiamo ormai capito, e il nostro Paese non è immune da questo processo». Parole durissime e che non lasciano spazio ad altre interpretazioni.
«Fare informazione in questo contesto è difficile, andiamo avanti per chi ci guarda»
Secondo il giornalista è in atto un vero e proprio attacco alla democrazia. Un attacco basato sulla post verità: non è importante cosa si dice, chi la vuole pensare in un determinato modo non cambierà idea: «Fare informazione in questo contesto – spiega Ranucci – è molto difficile. Hai detto bene: siamo in una fase di post-verità. Noi dovremmo cercare di anticiparla, la verità, e offrire anche una chiave di lettura di ciò che sta accadendo. Credo che questo sia un compito dell’informazione, ma anche un po’ di tutti: capire che questo è un momento delicato per la nostra democrazia».
La Rai è nel caos, ma su una cosa sola si ritrovano tutti d’accordo: colpire Sigfrido RanucciReport continua, fra querele e minacce di chiusura costanti oltre all’attentato avvenuto recentemente che ha colpito l’auto del conduttore. Il lavoro di Ranucci, apprezzato da molti italiani e spesso inviso alla politica, prosegue incessantemente per, spiega il giornalista, rispetto dei telespettatori e delle telespettatrici: «E non è vero – dice il giornalista – che non succede mai niente. La politica è indifferente? Beh, intanto veniamo querelati, quindi già questo è un effetto. Chi non è indifferente è la gente. Negli ultimi due anni ho fatto un viaggio in tutta Italia, ed è stato incredibile: ho incontrato tantissime persone perbene, appassionate, che vogliono cambiare le cose, che hanno desiderio di capire, di approfondire. E questa gente non va lasciata sola». La fila per il firmacopie nella libreria Giunti di Corso Mazzini, in centro città a Cosenza, è la fotografia di quello che racconta Ranucci: un affetto enorme che porta il giornalista e la sua squadra a voler andare avanti.