Sila, all'Hyle di Antonio Biafora anche la stella verde Michelin
Doppia stella per il già stellato chef silano Antonio Biafora. Il suo micro ristorante, Hyle, – 8 posti a sedere – è già un prestigioso punto di riferimento per la cucina italiana. Ora c’è di più. E lo annuncia lo stesso giovane chef Biafora: «Siamo estremamente felici di essere presenti in Guida Michelin 2024 con una stella (confermata anche per quest’anno) e di aver ottenuto il riconoscimento della Stella Verde».
Il riconoscimento della Stella Verde MICHELIN è di straordinaria importanza perché premia i ristoranti all’avanguardia nel campo della sostenibilità, che lavorano con produttori e fornitori selezionati per evitare sprechi e ridurre, o meglio ancora azzerare, la plastica, nonché altri materiali non riciclabili dalla loro filiera, preoccupandosi così di diminuire l’impatto ambientale della propria attività.
«La sostenibilità per noi è più di un valore da usare come fregio: dall’impatto sull’ambiente al rapporto con i fornitori locali, ogni scelta operata è intrisa di un profondo rispetto per il territorio, ancorato nella consapevolezza di far parte di un unico sistema con i suoi precisi equilibri».
Del resto, vivere davvero la Sila vuol dire conoscerla e rispettarla, dimostrandolo attraverso ogni singola azione. Il Biafora Resort, di cui fa parte lo stellato ristorante Hyle, produce energia elettrica grazie a un impianto fotovoltaico. Acqua calda mediante un impianto solare termico e una caldaia a biomassa alimentata dagli scarti delle falegnamerie presenti sul territorio, rendendosi così quasi del tutto energeticamente autonomo.
L’organico prodotto all’interno del complesso, compresa la cenere del barbecue e dei caminetti, viene compostato all’interno di appositi contenitori e, successivamente, arato nell’orto biologico di 1200m² presente all’esterno della struttura, che viene, inoltre, irrigato con acqua piovana incanalata.
Poi Antonio Biafora precisa: «Frutta, verdura e spezie dell’orto sono utilizzate nelle cucine contribuendo, così, a un processo circolare e virtuoso. Anche nella selezione dei fornitori, la sostenibilità è un fattore dirimente: viene prediletta la scelta di materie prime locali e prodotte secondo precisi standard di qualità, nel rispetto dell’ambiente, del territorio e delle imprese che vi operano con responsabilità».
E come canta De Gregori “Le stelle sono tante, milioni di milioni, la luce dei lampioni si confonde con la strada lucida”. Ma le due stelle assegnate al ristorante Hyle di Antonio Biafora hanno un significato particolare. E rappresentano un modello per la cucina, la ristorazione e il rispetto dell’ambiente. Un modello che in tutta Italia ci invidiano.