Sila, la sfida di Bloise: «Turismo lento, grandi opere e tutela dell’ambiente per rilanciare l’altopiano» | VIDEO
Il commissario del Parco Nazionale della Sila traccia la rotta: dalla Ciclovia dei Parchi ai nuovi percorsi per la mountain bike, dalla riqualificazione degli impianti sciistici alla valorizzazione dell’Elephas antiquus. E annuncia l’ampliamento della Riserva Mab Unesco fino a Sibari
La Sila come laboratorio di sviluppo sostenibile, capace di unire turismo, ambiente, sport, cultura e nuove opportunità economiche. È questa la visione che il commissario del Parco Nazionale della Sila, Liborio Bloise, affida a un territorio che negli ultimi anni sta conoscendo una maggiore attenzione da parte dei visitatori. «C’è tanta voglia di turismo lento – spiega il commissario –. Cosa c’è di meglio che respirare l’aria della Sila? È una delle aree più salubri d’Europa, è certificato scientificamente».
Dai sentieri terapeutici alla Ciclovia dei Parchi
La strategia del Parco passa anche dalla valorizzazione dei boschi, attraverso esperienze nuove. Accanto alle tradizionali escursioni sono stati attivati percorsi sensoriali e terapeutici, con l’obiettivo di riscoprire il rapporto tra uomo e natura.
«Abbiamo attivato dei percorsi sensoriali attraverso i sentieri terapeutici. Abbiamo di recente inaugurato un sentiero dedicato all’ascolto, il “Sentiero del bel sentire”», racconta Bloise. L'idea è quella di «offrire la natura in maniera rudimentale, sentire i rumori che provengono dalla natura», perché, spiega, «scientificamente hanno dato riscontri e possono addirittura essere terapeutici».
I percorsi non saranno lasciati all'improvvisazione: «Ci sono le guide che sono deputate a fare questo. Abbiamo delle convenzioni con le guide del Parco, ma anche con associazioni di volontariato che sono specialiste in queste materie».
Tra i principali strumenti di promozione del territorio c’è la Ciclovia dei Parchi della Calabria. «Ci sono 560 chilometri dal nord Calabria fino all’ultimo angolo della nostra regione per visitarla attraverso questo cammino lento dei cicloamatori», afferma Bloise, evidenziando anche le ricadute sulle attività economiche dei borghi attraversati.
E il progetto è destinato ad ampliarsi. Sono previsti nuovi percorsi per la mountain bike tra Camigliatello e Lorica: «Sta per partire un finanziamento di circa 2 milioni di euro per aggiungere alla Ciclovia dei Parchi e alle ciclopiste i sentieri che ospiteranno le passeggiate e la mountain bike. Sono 24 chilometri tra Camigliatello e Lorica che saranno dedicati ai percorsi per mountain bike, sia a motore sia elettriche che muscolari».
Quattro milioni e 200mila euro per la colonia silana
La valorizzazione passa anche dal recupero del patrimonio storico. Tra gli interventi più importanti c’è la ristrutturazione della colonia silana di Camigliatello, edificio legato alla storia sanitaria del territorio.
«La ristrutturazione della colonia silana è un pezzo di storia di Camigliatello. Lì venivano curati i malati di tubercolosi negli anni Venti, a testimonianza del fatto che quella era un’area salubre», racconta il commissario.
L’investimento previsto è di 4 milioni e 200mila euro. L'obiettivo è restituire l'edificio alla comunità e trasformarlo in un polo museale. «È un immobile straordinario che noi restituiremo alla sua bellezza. Diventerà un polo museale», spiega Bloise.
Sci, impianti e collegamento tra Camigliatello e Lorica
Sul fronte dello sport invernale, il Parco guarda alla riqualificazione degli impianti di Lorica e Camigliatello. «Con la Regione Calabria stiamo ragionando in questi mesi per dare nuova linfa, nuova vita agli impianti. Allargheremo le piste, le allungheremo di 7 chilometri e parte di queste saranno piste blu», annuncia Bloise.
L’obiettivo è rendere il comprensorio sciistico maggiormente accessibile anche alle famiglie e a chi si avvicina per la prima volta allo sci: «Dobbiamo ridare quello slancio che consentirà di avere un comprensorio sciistico fruibile anche dalle famiglie, e da parte dei principianti».
Più complesso resta il sogno di collegare gli impianti di Camigliatello con quelli di Lorica, soprattutto per il rispetto dei vincoli ambientali. «Lì opera Rete Natura 2000, per cui c’è da fare attenzione perché il rispetto dell’ambiente viene prima di tutto», chiarisce il commissario.
L’Elephas antiquus e il museo del futuro
Uno dei progetti più suggestivi riguarda i resti dell’Elephas antiquus, ritrovati nel 2017 nel lago Cecita. Una parte dei reperti è stata trasferita all’Università del Molise per le attività di conservazione e restauro, mentre altri resti sono ancora sott’acqua.
Bloise annuncia ora la nascita di un vero e proprio cantiere didattico nella Casa del Forestiero: «Al piano terra della Casa del Forestiero allestiremo il cantiere didattico». Il progetto punta a rendere il restauro stesso un'esperienza visitabile. «La cosa bella è che la fruibilità di quello che verrà fatto, cioè il restauro di questi resti preistorici, potrà essere visitabile sin da subito, come accade con i Bronzi di Riace».
Un patrimonio eccezionale, a partire dalle dimensioni dei reperti: «Immagina, Emilia, che solo la zanna è lunga oltre tre metri e mezzo. Quindi stiamo parlando di un animale gigantesco».
Il cantiere dovrebbe partire nei primi mesi del 2027 e coinvolgere anche le scuole. «Potranno venire a visitare, già dal momento del restauro, i resti di questo importantissimo ritrovamento».
Il treno della Sila e la sfida della sostenibilità
Il trenino della Sila, tornato alla ribalta anche grazie alla presenza del cast di “Un posto al sole”, potrebbe vedere in futuro un prolungamento della tratta.
«Stiamo ragionando con la Regione Calabria per inserire nel POC 21-27 il finanziamento utile per allungare la tratta da Camigliatello fino a San Giovanni in Fiore», spiega Bloise. L'investimento ipotizzato è di circa 10 milioni di euro. Quanto alle periodiche sospensioni del servizio, il commissario chiarisce: «La sicurezza di chi sale a bordo viene prima di tutto». E aggiunge: «Quella è una delle locomotive più antiche che abbiamo come patrimonio ferroviario».
L'idea di una possibile trasformazione elettrica è stata valutata, ma la conservazione del mezzo storico resta prioritaria: «Una logica di conservazione della bellezza di quella locomotiva ci dice che probabilmente dobbiamo lasciarlo in questa maniera».
La Sila diventa più grande: la Riserva Mab Unesco verso Sibari
Uno dei progetti strategici riguarda la Riserva della Biosfera Mab Unesco, coordinata dal Parco Nazionale della Sila. «Con la Regione Calabria abbiamo preparato un progetto finanziato per implementare la rete Mab», spiega Bloise. Il progetto punta a un ampliamento significativo del territorio della Riserva, «facendolo diventare da 73.350 ettari fino a Sibari e agli scavi di Sibari e Cassano Ionio», coinvolgendo complessivamente 63 comuni.
Per Bloise non si tratta soltanto di un riconoscimento, ma di uno strumento concreto per costruire una nuova idea di sviluppo: «Andremo sui territori a creare rete tra gli imprenditori, tra gli operatori economici del territorio, per far loro appropriare di una potenzialità straordinaria che è la Riserva Mab Unesco».
Dal 20 al 23 ottobre, inoltre, la Sila ospiterà per la prima volta il settimo meeting nazionale delle Riserve della Biosfera, occasione che il commissario considera strategica per accendere i riflettori sulle potenzialità dell'altopiano.
Incendi e rifiuti: la tecnologia al servizio della tutela
La tutela del patrimonio naturale passa anche dalla prevenzione degli incendi. In collaborazione con l’Università della Calabria è stato avviato un sistema tecnologico basato sull’intelligenza artificiale e su una rete di sensori.
Stesso approccio per quanto riguarda l’abbandono dei rifiuti. «Ci stiamo attrezzando con videocamere che saranno piazzate nelle aree picnic», spiega i commissario Bloise. Ma alla repressione deve affiancarsi l'educazione: «Combattiamo quotidianamente anche con aspetti legati a una sciocca concezione del vivere alla giornata che dobbiamo cercare di colmare con repressione ma soprattutto educazione».
Cinghiali, agricoltura e gestione del territorio
Altro fronte caldo è quello della presenza dei cinghiali, che rappresenta una criticità per agricoltori ed ecosistemi. Il Parco ha adottato un piano di gestione sostenibile della specie, con misure di contenimento selettivo. «Quando sono arrivato io ho fatto i primi incontri con gli agricoltori che erano allarmati da questa situazione e la seconda delibera confermata è stata proprio quella di approvare il piano di selezione dei cinghiali», ricorda Bloise.
Il piano è ora operativo: «Abbiamo creato una filiera, i cacciatori sono già usciti, hanno cominciato la loro opera con tutte le regole, con tutti gli accorgimenti, in stretto rapporto con i carabinieri forestali». L’obiettivo, precisa il commissario, non è promettere una soluzione definitiva: «Non ha l’ambizione di risolvere il problema, ci mancherebbe altro, ma sicuramente di ridurlo».
Una nuova idea di Sila
«La Sila è straordinaria, è un altopiano ricco di biodiversità», afferma il commissario. E proprio questa ricchezza, secondo Bloise, deve diventare il punto di partenza per una nuova stagione.
«Dobbiamo puntare sul patrimonio naturale e culturale del territorio, trasformandolo in una leva di sviluppo sostenibile senza perdere di vista quella che resta la priorità: «Il rispetto dell’ambiente viene prima di tutto».
Una sfida che passa dai grandi investimenti, ma anche dalla capacità di costruire una rete tra istituzioni, imprese, associazioni e comunità locali. Perché la nuova Sila immaginata da Bloise non vuole essere soltanto una destinazione turistica, ma un territorio vivo, capace di trasformare la propria biodiversità in opportunità senza smarrire la propria identità.