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09/04/2026 ore 13.34
Società

Social e minori, Belmonte: «Il divieto non è la soluzione»

Per il presidente dell’Osservatorio sulle nuove povertà di Cosenza è necessario aiutare i ragazzi a coltivare le proprie aspirazioni

di Emilia Canonaco

In merito al dibattito nazionale sull’accesso dei minori ai social media e sulla sicurezza giovanile, interviene Antonio Belmonte, a nome dell’Osservatorio sulle Nuove Povertà, per porre l’accento sulla dimensione sociale ed educativa dell’emergenza che colpisce i più giovani, con particolare riferimento alla realtà calabrese. Secondo l’Osservatorio, la sfida non si esaurisce nella regolamentazione tecnologica, ma affonda le radici nel contrasto alla povertà educativa, un fenomeno che in Calabria priva migliaia di ragazzi delle opportunità necessarie per apprendere, sperimentare e coltivare le proprie aspirazioni e talenti.

L’impegno per il Welfare in Calabria "Il divieto è uno strumento, ma non la sola soluzione," dichiara Antonio Belmonte. Parliamo delle politiche attive per proteggere i giovani e investire per il loro futuro, oltre allo stop ai social sotto i 14 anni e ai coltelli. "In Calabria, l'Osservatorio e le reti di welfare locale lavorano quotidianamente per colmare i vuoti lasciati.

Il nostro impegno si traduce in azioni concrete per sostenere i giovani e le famiglie in difficoltà: Diciamo si ai nuovi luoghi di aggregazione e alla presenza della famiglia." Centri di aggregazione territoriale: Sostegno a spazi fisici dove i ragazzi possono incontrarsi, studiare e fare sport lontano dalle insidie della strada e dall'isolamento digitale. Contrasto alla dispersione scolastica: Progetti di tutoraggio e doposcuola per supportare i minori appartenenti a contesti socio-economici fragili.

Orientamento e sostegno psicologico: Sportelli di ascolto per intercettare il disagio giovanile prima che sfoci in episodi di devianza o violenza. Una nuova visione per le giovani generazioni Per Belmonte, è necessario un "Welfare di prossimità" che rimetta al centro la persona e il suo diritto alla crescita, come già avviato bene dall'Assessore Regionale Pasqualina Straface. La povertà educativa non è solo mancanza di mezzi, ma mancanza di sogni e di guide autorevoli.

In questo solco, l'Osservatorio richiama il pensiero di Giorgio La Pira, il "sindaco santo" che vedeva nei giovani il motore del futuro: "I giovani sono come le rondini: sentono il tempo, sentono la primavera e si muovono verso la luce." È dovere della società e della politica calabrese garantire che queste "rondini" trovino il clima e le condizioni giuste per volare, non limitandosi a recintare il loro orizzonte, ma offrendo loro gli strumenti per abitarlo con consapevolezza e dignità, contrastando il disagio giovanile.