South Italy Fashion Week, Cosenza si prepara a una settimana di stile internazionale
Dal 27 aprile al 3 maggio la decima edizione animerà i luoghi simbolo della città, con il Castello Svevo protagonista e un dialogo aperto con l’Oriente
La South Italy Fashion Week si prepara a riportare Cosenza al centro della scena creativa nazionale con una settimana interamente dedicata alla moda, all’artigianato e ai linguaggi contemporanei. Dal 27 aprile al 3 maggio, la città ospiterà la decima edizione della manifestazione, presentata ufficialmente lunedì 20 aprile nel Salone degli Specchi del Palazzo del Governo, sede della Provincia di Cosenza.
Prodotta dalla sinergia tra la direzione artistica di Moema Academy e quella tecnico-organizzativa di Big Digital Eye, la rassegna conferma la propria vocazione territoriale scegliendo ancora una volta alcuni dei luoghi più rappresentativi della città. Tra questi spicca, per l’edizione 2026, il Castello Svevo, individuato come location d’eccezione di un programma che punta a intrecciare identità locale e respiro internazionale.
Ad accompagnare la presentazione è stata la giornalista Rachele Grandinetti, davanti a una platea composta da istituzioni, operatori del settore e rappresentanti del mondo produttivo.
South Italy Fashion Week, il tema dell’edizione guarda all’Oriente
Ad aprire gli interventi è stata Giada Falcone, direttrice di Moema Academy e punto di riferimento per Donne Impresa Confartigianato a livello nazionale e regionale. Il cuore concettuale della nuova edizione ruota attorno all’hanami, la tradizione giapponese che invita a osservare la fioritura dei ciliegi, trasformata qui in una chiave di lettura culturale e artistica.
«Questa decima edizione nasce sotto il segno dell'energia e del dialogo costante tra la moda e tutte le arti», ha dichiarato Falcone. «Per noi la moda non è mai stata una semplice tendenza, ma un vero atto culturale. Quest'anno il filo conduttore sarà hanami, l’usanza giapponese di osservare la fioritura dei ciliegi. Guardiamo al Giappone non per un semplice omaggio, ma per un'affinità filosofica: la cura del dettaglio, la sacralità dell'artigianato e la memoria sono i fili che legano la nostra Calabria all'Oriente».
In questa visione, la South Italy Fashion Week non si limita a mettere in scena abiti o collezioni, ma prova a costruire un racconto più ampio, dove la moda diventa linguaggio culturale, relazione tra territori e occasione di riflessione sul valore del saper fare.
Cosenza come palcoscenico tra turismo, cinema e fashion system
A rimarcare la dimensione internazionale della manifestazione è stato Pier Luigi Sposato, alla guida della direzione tecnico-artistica. Nel suo intervento ha evidenziato la scelta di aprire nuovi percorsi espressivi, capaci di far dialogare la moda con l’audiovisivo e con il racconto cinematografico.
«Abbiamo allargato i nostri orizzonti verso Oriente e introdotto nuovi linguaggi attraverso l'Aeterna Fashion Film Festival, un contest dove cinema, audiovisivo e moda si intrecciano. La South Italy Fashion Week è ormai un motore di flussi turistici: la città si accende e accoglie visitatori che arrivano a Cosenza appositamente per vivere le nostre performance».
Il riferimento ai flussi turistici aggiunge un ulteriore livello alla manifestazione, che si propone come evento capace di incidere non soltanto sul piano culturale, ma anche su quello economico e promozionale. L’idea di una città che si accende attorno alla moda diventa così parte di una strategia più larga, dove spettacolo, territorio e attrattività si sostengono a vicenda.
Il sostegno delle istituzioni alla South Italy Fashion Week
Il valore formativo e istituzionale della rassegna è stato richiamato da Caterina Bruni, consigliere della Provincia di Cosenza, che ha salutato con favore un appuntamento capace di portare bellezza nel territorio e, insieme, di offrire uno spazio di crescita ai giovani.
Sulla stessa linea anche Antonietta Cozza, consigliera comunale con delega alla cultura, che ha letto la decima edizione come il frutto di un percorso costruito nel tempo con continuità e visione.
«Legare la Calabria all'Oriente è una sfida già vinta che ci spinge a guardare oltre i nostri confini», ha affermato, sottolineando il significato simbolico di un’edizione che punta a rafforzare l’identità del territorio aprendola però a nuovi scenari culturali.
In questo passaggio emerge uno degli elementi più forti della South Italy Fashion Week: la capacità di tenere insieme la valorizzazione delle radici calabresi e la volontà di collocarle dentro una rete di relazioni più ampia, internazionale, aperta al confronto.
Moda, imprese e tutela del Made in Italy
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al tessuto produttivo. Silvano Barbalace, segretario generale di Confartigianato Calabria, ha sottolineato come la manifestazione abbia progressivamente superato la dimensione della semplice esposizione per diventare uno strumento utile alle imprese del comparto.
«Abbiamo trasformato una vetrina in una vera e propria piattaforma per le aziende. In un mercato complesso, il nostro obiettivo è creare connessioni concrete per le imprese del comparto moda».
A rafforzare questo profilo è intervenuta Luigia Granata, vicepresidente nazionale Feder Moda e presidente regionale Confartigianato Moda, che ha richiamato il tema della tutela del Made in Italy e del riconoscimento normativo del termine artigianale, oggi protetto giuridicamente. Un passaggio che per il settore assume un valore centrale, perché lega qualità, identità produttiva e difesa del lavoro autentico.
La dimensione economica della South Italy Fashion Week, dunque, si intreccia a quella culturale e formativa, delineando una manifestazione che prova a fare da ponte tra giovani talenti, aziende e tradizione manifatturiera.
Il legame tra agricoltura, tessitura e creatività
Tra gli interventi più significativi anche quello di Fulvia Caligiuri, direttrice dell’ARSAC, che ha evidenziato un rapporto solo apparentemente inedito, quello tra moda, agroalimentare e tradizione tessile.
«Celebrare la moda significa esaltare anche il comparto agroalimentare e la nostra tradizione nella tessitura, che portiamo avanti con centri sperimentali anche a scopo sociale. Facendo squadra tra eccellenze, la Calabria dimostra di essere una terra intraprendente pronta a raccogliere grandi soddisfazioni».
Nelle sue parole si coglie il tentativo di allargare ulteriormente il perimetro dell’evento, collegandolo a filiere che fanno parte dell’identità produttiva regionale. La moda, in questa prospettiva, non è un mondo separato, ma un punto d’incontro tra saperi diversi, comunità e vocazioni economiche.
Quattro premi speciali e l’ospite Stefano Dominella
Per celebrare il traguardo della decima edizione, la South Italy Fashion Week assegnerà quest’anno quattro premi speciali, pensati come riconoscimento al merito e alla creatività che hanno accompagnato la storia della manifestazione.
Il momento conclusivo arriverà il 3 maggio, in occasione della sfilata finale, quando l’evento ospiterà Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni. La sua presenza rappresenta uno dei punti più attesi dell’intera settimana, sia per il prestigio del nome coinvolto sia per il valore formativo che il confronto potrà offrire agli studenti della Moema Academy.
Dominella porterà a Cosenza un’esperienza imprenditoriale costruita nel segno della continuità con la tradizione artigianale italiana.
Una settimana per raccontare la Calabria attraverso la moda
L’appuntamento, dunque, è fissato per il 27 aprile, quando Cosenza darà avvio a una settimana in cui la propria identità si metterà in dialogo con il fascino dell’Oriente. È questa la direttrice scelta per una manifestazione che, nel traguardo dei dieci anni, prova a consolidare il proprio profilo dentro il panorama culturale e creativo del Mezzogiorno.
Il progetto è stato ammesso a finanziamento, come riportato nella graduatoria provvisoria del D.D. n. 20013 del 20/12/2025, nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta” – PAC Calabria 2014/2020.