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22/06/2026 ore 19.00
Società

Stefan Ugyur, l’ex hacker cosentino che ha fondato a Dublino una società di cybersicurezza | VIDEO

Nato a Castrolibero e laureatosi all’Unical, ha lavorato per le maggiori multinazionali del settore. È Tra i partecipanti al convegno che si terrà ad Arcavacata sulla sovranità digitale europea

di Massimo Clausi

A dispetto del nome Stefan Umit Ugyur è un calabrese di 47 anni, che ha vissuto a lungo a Castrolibero in provincia di Cosenza e si è laureato in Informatica all’Unical. Dopo 23 anni passati all’estero, lavorando nelle più grosse multinazionali, ha fondato una sua società, la Dectar che si occupa di cybersicurezza. Il suo sogno oggi è aprire una sede qui in Calabria della società. Nel frattempo ha organizzato insieme all’Unical e al Rettore Gianluigi Greco un convegno sulla Sovranità digitale.

«La sovranità digitale - spiega Ugyur - consiste nel controllo della tecnologia che tutti i giorni viene usufruita dalle istituzioni, dalle imprese, dalle pubbliche amministrazioni ma anche dai semplici cittadini. Diventa quindi rilevante oggi chi è il proprietario, chi ha il controllo di questa tecnologia e quindi parleremo di questo in particolare». E’ ovvio che oggi tutte queste tecnologie sono in mano a gruppi americani. Cosa succederebbe se gli Usa decidessero di spegnere le macchine?

Il problema è che questa mole di dati che noi, da cittadini, regaliamo ogni giorno alle big company hanno un valore immenso. «Oggi se tu mi chiedessi se vuoi avere le riserve auree italiane o i dati di tutti i cittadini italiani, io preferisco i dati dei cittadini italiani, perché con questi io posso fare venti volte, cento volte, anche mille volte le riserve auree. Fra l’altro lo potrei fare all’infinito, a seconda che io voglia utilizzare questi dati per l'industria farmaceutica, per lo spazio, per il manifatturiero, per il mondo alimentare, dipende come vado a utilizzare, in che settore, in che segmento verticale dell'industria vado a sfruttare, ogni volta che lo stesso dato, cambiando semplicemente il format, il profilo, posso riusare per uno scopo diverso. Nelle reti internet parallele   ci sono dei mercati dove i dati vengono catalogati e classificati in base alla qualità, al tipo  di dato, c'è un loro prezzo, un prezzario». Nel corso del dibattitto poi si parlerà anche di intelligenza artificiale, complice anhce la presenza del rettore Greco che è stato riconfermato nel comitato nazionale sull’Ai.

«Oggi l'Italia, l'Europa non ha un suo sistema di intelligenza artificiale, parleremo su come intendiamo organizzarci, prepararci a creare la nostra struttura, la nostra intelligenza artificiale, la nostra sicurezza informatica, le nostre infrastrutture. Un sistema di nostra proprietà, non solo di difesa». Una sfida interessante che parte proprio dalla Calabria. «La Calabria poteva essere una Silicon Valley prima ancora che questa nascesse. Tra la Calabria, Catania e Napoli. Siamo stati noi, credetemi o no, a dare l'idea agli americani per la creazione di un polo strategico, di un polo che loro hanno chiamato la Silicon Valley, solo che noi non siamo riusciti a farlo perché culturalmente noi non siamo predisposti, la vedevamo come una cosa tecnica, una cosa da nerd, una cosa che non… non siamo stati lungimiranti»

Un altro aspetto del problema è l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro. In molti dicono che il lavoro non si ridurrà, ma si trasformerà. Ma allora non ci sarà più nessuno che si occupa di letteratura, poesia, arte? «E’ vero che aumenterà di proporzioni incredibili la richiesta delle conoscenze tecnologiche. Se oggi sui 100 persone 90 fanno altro e 10 fanno tecnologia, questo ruolo si invertirà. Ci sarà un'inversione, però ci sarà il tecnologo che conosce di mestiere la poesia, c'è il tecnologo che è l'ingegnere chimico, che conosce la chimica, applicando quindi usando la tecnologia come strumento di velocità, di automazione farà sempre il suo mestiere, però non può fare a meno della tecnologia. Ecco perché sovranità, ecco perché questo evento di domani. Non credo che i posti di lavoro diminuiranno, credo che ne aumenteranno, al contrario; solo che dovremmo conoscere un po' tutti la tecnologia un po' più da vicino».

Al convegno parteciperà il mondo della politica, quindi il sindaco di Rende, Sandro Principe, il Rettore  dell'Unical Gianluigi Greco, un esponente dell'Agenzia  Nazionale della Cybersicurezza Nazionale, Luca Nicoletti, ancora Francesco Savino, Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il Generale Pasquale Lavacca (già Gen. dell'Arma dei Carabinieri), Stefan Umit Uygur (Founder di Dectar e Muscope) e Giovanni Testa (A.D. di Esprinet). A chiudere la giornata, dopo un panel di discussione interattivo, saranno le conclusioni di Gianfranco d'Atri, Amministratore Unico di DectarLab e già Professore Unical.