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26/05/2026 ore 06.30
Società

Gli stranieri tamponano la migrazione giovanile in provincia di Cosenza

Sono sempre di più i non italiani che decidono di restare nel territorio compreso fra i confini con la Basilicata e quelli a Sud: la maggior parte arrivano dalla Romania, ma sono presenti anche irlandesi

di Francesco La Luna

Una provincia sempre più vecchia, con sempre più partenze e sempre meno popolata. I bambini in età scolare e prescolare non sono neanche il 17% della popolazione, vent’anni fa erano quasi il 21. Eppure la provincia di Cosenza riesce in qualche modo a resistere, a stare in piedi, a mantenersi viva. Al netto del ruolo ricoperto da centri di aggregazione culturale come l’Unical, il fatto che il territorio bruzio sia ancora in piedi nonostante una perdita di oltre 61mila abitanti dal 2006 a oggi è in gran parte ascrivibile alla presenza di cittadini stranieri sul territorio.

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In particolar modo a rimpolpare il territorio compreso fra il Pollino e la Sila è la comunità che arriva dalla Romania, rappresentante il 27,8% di tutti gli stranieri presenti sul territorio. Si tratta, in termini assoluti, di ben 10.707 persone. Un distacco considerevole anche dal secondo posto occupato dal Marocco, 3.916 persone, il 10,16% degli stranieri totali, e da 2.690 ucraini, 6,78%. 

Tanti in età scolare e prescolare, ma anche tanti adulti

A fare impressione sono i numeri percentuali divisi per età: se la provincia di Cosenza arranca in termini assoluti per età scolare e prescolare, altrettanto non si può dire del sottogruppo stranieri. Gli abitanti considerati stranieri in provincia di Cosenza da 0 a 19 anni sono il 20% del totale, poco meno di quanti erano quelli del 2006 in tutto il territorio bruzio. Insomma, a popolare le scuole e a permettere un mantenimento della vita in provincia sono anche gli stranieri, se non soprattutto loro. In termini assoluti, si tratta di circa 7mila persone.

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Non è da sottovalutare, ovviamente, l’insieme di persone in età successiva, dai 25 ai 44 anni: si tratta del 40,7% del totale, 16.048 persone che lavorano e fanno parte del tessuto sociale della provincia cosentina. In una terra che ha perso 40mila persone nella stessa fascia negli ultimi vent’anni (155.287 oggi, 195.011 nel 2005), un aiuto non indifferente. Insomma, al momento a tenere viva ancora la provincia di Cosenza sono gli stranieri.