Stranieri a scuola, quanti sono bambini e ragazzi non italiani a Cosenza? Ecco i dati
La polemica scatenata dalle parole di Giorgia Meloni arriva fino al capoluogo bruzio. Ma i numeri, anche se superano la media regionale, non indicano alcun problema. Ammesso che di problema si possa parlare
«Metteremo un tetto al numero massimo di alunni stranieri nelle classi». Le parole di Giorgia Meloni alla festa di Gioventù Nazionale (alla quale, fra l’altro, si aggiunge la volontà di inserire divieto di burqa e niqab in aula) hanno già scatenato polemiche che hanno attraversato tutto lo stivale, dall’Alto Adige fino in Sicilia. Tanto che, a distanza di meno di ventiquattr’ore dalla frase della premier, è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ad Amatrice ha parlato a nuora perché suocera intenda: «La scuola sia aperta a tutti, deve aiutare a non formare ghetti». Parole che neanche troppo nascostamente si riferiscono all’uscita di Meloni.
Castiglione Cosentino, servizio mensa gratuito nella scuola dell’infanziaE la Calabria? La polemica è arrivata ovviamente anche nella Punta dello Stivale e Cosenza non fa eccezione. Il dibattito è aperto ma, come avvenuto a livello nazionale, è quasi tutta politica. La domanda, però, rimane: quanto impatterebbe una cosa del genere sulla città di Cosenza? Quanti sono i minori in età scolare presenti nel capoluogo bruzio?
Stranieri a scuola, ecco i dati della città di Cosenza
I dati ISTAT per il 2025, divisi per fasce d’età, contano un totale di 673 fra bambine, bambini, ragazze e ragazzi non italiani presenti a Cosenza in età compresa fra i 5 e i 19 anni. Si potrebbe obiettare che già il Liceo non fa parte delle scuole dell’obbligo, ma la norma annunciata da Meloni impatterebbe (ovviamente) anche sulle scuole secondarie di secondo grado, vale a dire appunto classici, scientifici, istituti tecnici e professionali. 673, dunque, su un totale di 8265 persone comprese nella stessa fascia d’età, quindi dai 5 ai 19 anni. La percentuale è dell’8,14%, superiore alla media regionale ma pur sempre minima: si tratta di meno di un ragazzo ogni dieci, vale a dire che in una classe di venti persone ci sarebbe un solo alunno non nato in Italia. Insomma, non proprio il problema più importante delle scuole in città (e in provincia e in Regione).
Mattarella avverte sulla scuola: «Non formare ghetti, non alzare barriere». Il monito dopo l'annuncio di MeloniScendendo ancora di più nel dettaglio: a Cosenza i bambini e le bambine dai 5 ai 9 anni con una cittadinanza diversa da quella italiana in città sono 239, quelli fra i 10 e 14 invece 224. In totale, sono 463: l’8,63% del totale nella stessa fascia d’età. La media rimane pressocché identica, sale leggermente. Ma comunque non si arriva a due ragazzi stranieri per classe. A meno che non si tratti, e questo sarebbe invece un problema da affrontare celermente, di classi pollaio: ma in Calabria la media di alunni per classe è di 19. Verrebbe da pensare, anzi, che un alunno in più o in meno rischierebbe di fare tutta la differenza del mondo fra una scuola chiusa e una aperta. E Cosenza, la cui provincia è quella che negli ultimi anni ha visto chiudere più istituti in tutta la Calabria, forse dovrebbe buttare un occhio più a questo dato che a quello, risibile, degli stranieri in classe.