Studenti in corteo a Cosenza: «Carovita insostenibile, il Governo ci ascolti» | VIDEO
Le voci raccolte durante la manifestazione: richieste di maggiori investimenti nella scuola e critiche alle spese militari
«Siamo qui per farci sentire e per protestare per i nostri diritti». È una delle voci raccolte questa mattina tra gli studenti scesi in strada a Cosenza contro il carovita, le spese militari e le politiche del Governo Meloni.
Il corteo è partito alle 9:30 da piazza Kennedy, con destinazione Provveditorato, e ha attraversato il centro cittadino. Alla manifestazione hanno preso parte ragazzi provenienti da diversi istituti cosentini, tra i quali Da Vinci, Telesio, Pitagora, Valentini, Gioacchino da Fiore, Cosentino e Lucrezia della Valle.
Gli organizzatori hanno presentato l’iniziativa come una protesta pacifica e civile. Dalle dichiarazioni dei partecipanti emerge soprattutto la preoccupazione per l’aumento dei prezzi e per le difficoltà economiche affrontate dalle famiglie.
«Al Sud vivere è sempre più difficile»
Il carovita è stato uno dei temi ricorrenti nelle parole degli studenti. Trasporti, carburante e spese quotidiane vengono indicati tra i costi che pesano maggiormente sui bilanci familiari.
«Siamo qui per protestare contro il carovita, i prezzi esorbitanti e il costo della benzina, che ha raggiunto livelli indicibili», afferma uno dei partecipanti. «Non è più possibile vivere, soprattutto qui al Sud. Il Governo non ci ascolta e siamo qui per farci sentire».
Un’altra studentessa richiama direttamente le conseguenze degli aumenti sul percorso scolastico dei ragazzi: «Il carovita ci sta ammazzando. Molti genitori non possono permettersi di sostenere costi troppo elevati per i propri figli».
Le dichiarazioni esprimono il punto di vista degli studenti presenti alla manifestazione e la loro critica alle scelte economiche dell’esecutivo.
«Più soldi alle scuole, meno alla guerra»
La mobilitazione ha unito le rivendicazioni legate all’istruzione alla contestazione dell’aumento delle spese militari. «Più soldi alle scuole, meno alla guerra», ha ribadito una studentessa durante il corteo.
Tra cartelli, cori e interventi, i partecipanti hanno chiesto maggiori investimenti nella scuola pubblica e nei servizi destinati ai giovani. La protesta ha affrontato anche il tema delle guerre e delle risorse assegnate alla difesa, indicato dagli studenti come una delle priorità da rivedere.
«Noi protestiamo per la libertà, perché questa è la mia scuola», racconta un altro partecipante. «C’è gente che muore di fame e noi giovani stiamo perdendo ogni speranza. Stiamo cercando di farci ascoltare in questo modo».
Nelle parole di alcuni manifestanti è emersa anche l’intenzione di proseguire la mobilitazione qualora non arrivassero risposte: «Se non cambierà nulla, bloccheremo la città», ha affermato uno studente.
«Non abbiamo saltato la scuola, chiediamo un cambiamento»
I ragazzi respingono l’idea che la manifestazione sia stata soltanto un’occasione per non entrare in classe.
«Oggi non siamo andati a scuola non perché non volevamo studiare, ma perché vogliamo dei cambiamenti», hanno spiegato alcuni partecipanti, ripetendo più volte la richiesta di essere ascoltati dalle istituzioni.
Il corteo ha percorso un tratto dell’isola pedonale di corso Mazzini, dove erano in corso gli allestimenti per la Festa del Cioccolato, per poi spostarsi lungo via Montesanto. Le forze dell’ordine hanno seguito la manifestazione e regolato la circolazione nelle strade attraversate dagli studenti.
Verso lo sciopero regionale del 30 ottobre
Durante la protesta è stata espressa solidarietà anche agli autotrasportatori e agli agricoltori mobilitati in questi giorni in Calabria. Pur trattandosi di vertenze differenti, gli studenti hanno individuato nel costo della vita e nelle difficoltà economiche un elemento comune.