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24/02/2026 ore 06.30
Società

Studenti palestinesi attesi all’Unical, Greco assicura: «Attivati tutti i canali possibili»

Il Rettore dell’Ateneo fa il punto sulla situazione e conferma: «Prorogati i termini delle borse di studio fino al prossimo 30 giugno, nel frattempo ci stiamo muovendo per farli arrivare nel più breve tempo possibile»

di Francesco La Luna

Una vicenda ingarbugliata nella quale l’Unical cerca di districarsi al meglio. Quella dei cinque studenti palestinesi bloccati, vincitori di borsa di studio all’Ateneo calabrese ma fermi a Gaza perché sprovvisti di visto per uscire dal proprio territorio, è una storia complessa da decifrare e da comprendere. Cinque fra ragazzi e ragazze meritevoli di iniziare un percorso fra i cubi di Arcavacata vivono ancora sotto le bombe della finta tregua firmata da Donald Trump, in una pace che in realtà non è mai iniziata né esistita.

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Questa problematica, portata alla luce dai collettivi “Aula Studio Liberata” e “Unical e Calabria per la Palestina”, ha in fretta raggiunto il cubo 25/b dell’Università di Rende, dove ha sede il Rettorato. Come raccontato già ieri dall’attivista Maria Pia Scilinguo, durante un incontro fra le due realtà sociali e il Rettore Gianluigi Greco è stato preso l’impegno di fare quanto possibile per permettere ai giovani bloccati a Gaza di giungere ad Arcavacata. A margine dell’incontro di ieri con gli studenti e le studentesse di Pedagogia dell’Antimafia, ai nostri microfoni Greco ha inquadrato più specificamente la situazione. 

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Il Magnifico Rettore, richiesto di un aggiornamento sulla questione, spiega: «L’Università della Calabria sta facendo di tutto, il meglio che possiamo fare, per cercare di portare qui questi cinque studenti palestinesi». A partire dalla proroga della scadenza delle borse di studio, giunta ufficialmente nelle scorse ore: «L’abbiamo fatto perché la scadenza originaria era quella del 28 febbraio e questo, purtroppo, non è possibile: così abbiamo prorogato i termini fino al 30 giugno».

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Ma questo, assicura Greco, è soltanto un primo passo. Anche perché c’è anche la questione del ricongiungimento familiare, portata alla luce proprio da una delle protagoniste di quest’assurda vicenda in un’intervista esclusiva rilasciata al nostro network. «Ci stiamo già attivando con i corsi di laurea – spiega Greco – e con tutti i dipartimenti, stiamo pensando di organizzare tutoraggi e meccanismi di accoglienza molto vicini alle loro esigenze perché, venendo loro da un contesto molto difficile, hanno bisogno di accompagnamento e di tutta la nostra protezione e vicinanza». L’Unical, dunque, schiera tutte le proprie forze per riuscire ad attivare i canali necessari affinché queste cinque persone possano arrivare in Calabria nel più breve tempo possibile.