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24/08/2026 ore 22.26
Società

TaranTarsia apre con minoranze linguistiche, migrazioni e sapori tra memoria e futuro

Il 27 e 28 agosto Piazza Castello e l’Ecomuseo dell’Acqua ospitano documentari, testimonianze, musica e percorsi gastronomici

di Redazione

Le lingue storiche della Calabria e le testimonianze di chi ha attraversato deserti e mari apriranno la diciottesima edizione di TaranTarsia. Giovedì 27 e venerdì 28 agosto il festival proporrà a Tarsia due serate dedicate alle minoranze linguistiche, alle migrazioni e ai diritti umani, affiancando documentari e incontri a musica e gastronomia.

La manifestazione, promossa dall’Associazione Culturale Musikart, è cofinanziata dalla Regione Calabria attraverso l’Azione 6.8.3 del POC 2014-2020 e l’avviso per il sostegno e la promozione turistica e culturale. Il programma complessivo si svilupperà in tre giornate, partendo dal rapporto tra tutela delle differenze, memoria e incontro tra comunità.

Le minoranze linguistiche calabresi a Piazza Castello

La prima serata inizierà giovedì 27 agosto alle ore 21 in Piazza Castello. L’apertura al pubblico sarà affidata al sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, prima di un approfondimento dedicato alle comunità arbëreshe, grecaniche e occitane presenti in Calabria.

Il momento centrale sarà la proiezione del documentario “Il TaranTarsia e le minoranze linguistiche calabresi”, prodotto dall’Associazione Culturale Musikart e cofinanziato dalla Regione. L’opera intende raccontare lingue e tradizioni come elementi ancora vivi nelle rispettive comunità, evitando una rappresentazione esclusivamente folcloristica.

Prima della proiezione interverranno i sindaci Roberto Ameruso di Tarsia, Ferdinando Nociti di Spezzano Albanese, Antonio Pomillo di Vaccarizzo Albanese, Damiano Baffa di San Cosmo Albanese, Gianni Gabriele di San Giorgio Albanese, Daniele Sisca di Santa Sofia d’Epiro e Vincenzo Rocchetti di Guardia Piemontese.

Il cooking show e la musica di Moccia e Nucera

La narrazione delle identità linguistiche proseguirà attraverso la gastronomia. Lo chef arbëresh Luciano Algieri preparerà eliche con sarde sfilettate, finocchietto e pane tostato con olio extravergine d’oliva di Tarsia.

La proposta sarà inserita nel percorso “Calici e Taglieri – Sapori antichi, storie da condividere”, pensato per mettere in relazione prodotti locali, cucina mediterranea e memoria delle comunità.

La parte musicale coinvolgerà Marco Moccia con “Il Canto d’Arberia: voci, storie, memorie di un popolo antico” e Ciccio Nucera, interprete della tradizione grecanica e della tarantella. Le due esibizioni accompagneranno il passaggio dalle testimonianze linguistiche alla loro espressione musicale.

All’Ecomuseo le storie di chi attraversa il mare

Venerdì 28 agosto, alle ore 21.30, il festival si sposterà all’Ecomuseo dell’Acqua per “Voci dal mondo, Sentieri di Pace”. La serata affronterà i temi del viaggio, delle migrazioni, dell’accoglienza e dei diritti umani.

Al centro dell’appuntamento ci sarà la presentazione di “Barche di sabbia”, reportage realizzato da Emanuele Armentano dopo un viaggio tra deserto e mare. Saranno presenti a Tarsia anche Abubacarr Conteh e Ousman Susso, protagonisti delle storie raccolte nel volume. A dialogare con l’autore sarà Erminia Madeo.

Gli intermezzi musicali saranno affidati a Simona Diodati, Emiliana Oriolo, Antonella Vitale e Maria Teresa Vitale. Il momento istituzionale sarà aperto da Roberto Cannizzaro, consigliere delegato alla Cultura del Comune di Tarsia; Rossana Nociti, assessore alla Cultura di Spezzano Albanese; Simona Verta, assessore alla Cultura di San Lorenzo del Vallo; e Francesco Fusca, assessore alla Cultura di Terranova da Sibari.

Il cibo come linguaggio d’incontro

Anche la seconda serata avrà una sezione gastronomica costruita attorno alla contaminazione tra culture. Per la diciottesima edizione saranno proposti il “Cocktail della Pace” e il “Cous Cous Tarsiano – Radici, Sapori e Culture”.

Le due preparazioni uniranno riferimenti mediterranei e prodotti del territorio, completando un programma nel quale documentari, testimonianze, musica e cucina diventano strumenti differenti per raccontare il confronto tra identità.