Prova costume, parla Garritano: «Alla tiroide non piacciono le diete da fame» | VIDEO
Focus su colazione “strutturata”, qualità dei cibi, attività fisica e rischi dei social. Ecco i consigli del biologo nutrizionista
La “prova costume” può diventare un’occasione utile, ma solo se resta agganciata alla salute. È il punto di partenza del biologo nutrizionista Francesco Garritano, ospite dell’intervista dedicata a tiroide, metabolismo e benessere. Perché la tiroide, spiega, non è un dettaglio perché «è una ghiandola endocrina molto importante, è la centralina del nostro metabolismo».
Tiroide e peso: cosa succede quando “si inceppa”
Garritano collega la funzionalità tiroidea alla capacità di gestire il peso: «Se noi manteniamo con una buona funzionalità la ghiandola tiroidea, il nostro metabolismo va da benefici, riusciamo a perdere grasso». Il problema, però, arriva con le disfunzioni.
Cita sia ipotiroidismo sia ipertiroidismo, cioè «un’accelerazione o l’ipofunzione della tiroide», e descrive l’effetto a cascata: «Tutto questo meccanismo non va più bene, si inceppa». I segnali, spesso, partono dai sintomi: «Stanchezza, irritabilità e tutto il resto», fino all’impatto sul dimagrimento: «Quindi non perdere peso».
Quanti italiani soffrono di tiroide?
Alla domanda sui numeri, il nutrizionista cita una stima: «Il dato ufficiale si parla di oltre 6 milioni di persone». Ma aggiunge un dubbio che apre un altro tema: «Secondo me ci sono molti casi non diagnosticati di problematiche tiroidee» e quindi «possono essere di più». Un passaggio legato, dice, anche a ritardi nella diagnosi.
Diete restrittive: «alla tiroide non piacciono le diete da fame»
Con l’estate alle porte, Garritano mette un paletto netto sulle scorciatoie: «Non dobbiamo fare diete restrittive, alla ghiandola tiroidea non piacciono le diete da fame». E porta esempi concreti: «la dieta da mille calorie, da 1200 calorie… già questa cosa non va bene».
Secondo lui, la restrizione può produrre un effetto opposto: «Comporta un rallentamento ulteriore della ghiandola tiroidea». Qui introduce il collegamento ormonale che usa per spiegare il meccanismo: il tessuto adiposo produce leptina, «arriva al nostro cervello, stimola l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide». Per Garritano, la chiave è sostenere quel flusso in modo corretto: «Se abbiamo un buon flusso leptinico, allora abbiamo anche una buona funzionalità».
Crononutrizione e colazione: «colazione da re, pranzo da principe e cena da poveri»
La proposta pratica è chiara: mangiare di più al mattino e meno la sera. Garritano lo riassume in una formula che dice di aver inserito nel suo libro: «Colazione da re, pranzo da principe e cena da poveri». Il motivo, per lui, è energetico e “di timing”: «Se tu dai energia alla ghiandola proprio la mattina stimoli questo meccanismo».
Critica poi una cattiva abitudine diffusa: «Un cornetto col cappuccino, un biscottino con un caffè o addirittura si salta completamente la colazione».
Come costruire una colazione “fatta bene”
Alla richiesta di indicazioni, Garritano propone una struttura semplice ma completa: «inserire la nostra fonte di fibra, quindi la nostra frutta, inserire il nostro carboidrato, una bevanda, tisana, tè o altro, una proteina come l’uovo o la frutta secca» Il concetto chiave è: «Fare una colazione fatta bene, strutturata bene».
Non solo dieta: attività fisica e qualità del cibo
Garritano insiste che non basta l’alimentazione: «Andiamo a stimolare anche con l’attività fisica perché l’attività fisica è fondamentale nell’attivazione tiroidea». E poi entra nel capitolo “qualità”: «Oggi siamo pieni di cibi ultraprocessati, pieni di zuccheri edulcoranti e questi non fanno altro che alimentare l’infiammazione e rallentare il processo tiroideo».
L’arma più semplice: leggere gli ingredienti
Il consiglio operativo è quasi “difensivo”: «Noi ci possiamo difendere solamente in questo modo, cioè girare il prodotto e leggere». Se trova un segnale preciso, invita a lasciar perdere: «Vediamo se il primo ingrediente è zucchero lasciamo subito a scaffale». E aggiunge un criterio visivo: «Se è troppo lunga non fa per noi».
Pancake sì, ma fatti in casa: «ormai dove uno legge proteico si fionda»
Tra gli esempi “buoni” per la colazione, Garritano cita anche i pancake, ma con un distinguo fondamentale. Quelli industriali, avverte, rischiano di diventare una trappola di marketing: «Ormai dove uno legge proteico si fionda». E denuncia la deriva del “tutto proteico” venduto come sano: «Ora arriveremo a tutto totalmente proteico».
Il punto, dice, è che spesso «sono sempre addizionati» e basta girare la confezione per trovare «un listone di edulcoranti».
La versione consigliata è domestica e minimale: «Basta la farina d’avena, basta delle uova bio e poi basta metterci un po’ di latte vegetale», citando ad esempio latte d’avena o di riso. Conclusione: «fatto in casa è un’altra cosa».
Social e nutrizione: «si dice una cretinata enorme e… diventa virale»
Un passaggio molto critico riguarda la confusione alimentata dai social. Garritano parla di rischi concreti: «La mattina ci si alza, si registra un video… magari si è detto una cretinata enorme e il rischio è che purtroppo le persone sono sempre più confuse». E riporta ciò che sente in studio: «”Dottore, ho visto due o tre video...”, che poi alla fine sono anche discordanti».
La sua “regola” è la trasparenza scientifica: «Citare sempre le fonti scientifiche» e, per i contenuti online, «metto sempre la bibliografia sotto». Ma avverte: anche qui serve competenza, perché «ci sono studi anche fake» e vanno valutati con metodo.
Quando la tiroide non funziona: segnali e conseguenze
Tornando ai rischi, Garritano elenca effetti ampi, anche fuori dal peso: «Problematiche a livello metabolico, sul metabolismo dei lipidi, si comincia ad alzare un po’ le LDL». E denuncia un problema culturale: «Oggi purtroppo siamo diventati sordi a questi segnali».
Qui apre una riflessione sul rapporto medico-paziente: «Oggi abbiamo fatto mille passi, però indietro sul fatto che non veniamo più ascoltati». La parola chiave è anamnesi: «Una buona anamnesi è meglio di un test».
«Serve umanità»: il contatto con il paziente
In chiusura, Garritano porta un episodio personale: «L’altra sera ho risposto alle 11 di sera e la signora si è meravigliata». La sua lettura è semplice: «Oggi si è persa pure un po’ di umanità, dobbiamo essere sulla stessa lunghezza d’onda del paziente». E il messaggio resta quello di fondo: per affrontare davvero tiroide, metabolismo e benessere, non bastano scorciatoie.