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16/07/2026 ore 19.00
Società

Tommaso Nocera, primo laureato in Tecnologie del mare all'Unical: «Ho lasciato il lavoro per inseguire questa sfida» – VIDEO

Ospite negli studi di Cosenza Channel, il giovane catanzarese racconta il percorso nel nuovo corso di laurea dell'Università della Calabria: «Le competenze acquisite aprono molte opportunità professionali, dalla Blue Economy alla logistica portuale»

di Salvatore Bruno

Inaugurato nell’anno accademico 2023/2024, il corso in tecnologie del mare e della navigazione dell’Università della Calabria sforna il suo primo laureato, un giovane di Catanzaro, Tommaso Nocera, affascinato da questo innovativo percorso di studi, giunto alla conquista dell’agognata pergamena a margine di una formazione scandita anche da esperienze sul campo. Le competenze acquisite sono molteplici e trasversali, orientate non tanto e non solo alla sostenibilità e tutela della fasce costiere, ma anche alla gestione dei processi tecnici, giuridici ed economici delle aree portuali e delle operazioni di transhipment. Tutti aspetti assai preziosi per una regione come la Calabria, immersa nel Mediterraneo e però carente di figure professionali specifiche in questi ambiti, nonostante la presenza sul territorio di nove istituti nautici.

Ospite dello spazio intervista del nostro network, Tommaso Nocera ha ripercorso le tappe salienti del triennio trascorso tra i cubi dell’ateneo di Arcavacata. «Provenivo da studi pregressi in biologia ed ecologia marina svolti a Messina. Del resto sono sempre stato legato al mare e quando ho appreso dell’opportunità offerta dall’Unical ho persino lasciato il lavoro per iscrivermi a questo corso di laurea. E mi sono trovato davvero bene. Le materie base come l’inglese, la matematica, la fisica, caratteristiche dei corsi inseriti sotto la gestione del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, cui il corso in tecnologie del mare e della navigazione afferisce, si intersecano con altre più specialistiche tra cui teoria della nave o progettazione di opere portuali, logistica. Questo tipo di competenze sono molto richieste ed aprono un ampio spettro di opportunità lavorative. Molti miei colleghi hanno contestualmente intrapreso delle attività nella marina militare. Io stesso per circa un mese sono stato imbarcato a bordo della portaerei Cavour ed ho partecipato ad una esercitazione».

Nocera ha presentato una tesi sui diversi aspetti della blue economy: «In particolare su uno studio sperimentale condotto dal professor Mario Maiolo di concerto con altre agenzie, relativo alla installazione di barriere artificiali sommerse ecocompatibili, quindi non le classiche barriere artificiali in cemento. Con il duplice obiettivo di proteggere i litorali dall’erosione ma anche di salvaguardare l'habitat marino, poiché questi particolari artificial reef facilitano l’insediamento di esseri viventi come molluschi, anelli di echinodermi e quindi di elementi alla base della catena alimentare per i pesci. E favoriscono inoltre la proliferazione di praterie di Posidonia, preziosa per il Mediterraneo proprio per smorzare appunto l'impatto delle onde sulla costa. Il risultato è un’opera flessibile, non invasiva che interagisce con la natura ottenendo gli stessi risultati del cemento tradizionale, sia pure in tempi meno rapidi. E proprio su questo aspetto ci stiamo impegnando».

Per il prossimo futuro Tommaso Nocera pensa ad un master e poi alla laurea magistrale. A livello lavorativo, dice «sono in contatto con diverse agenzie. Mi sento un po’ emozionato perché non mi aspettavo tanto clamore».