Il Treno della Sila non fischia più. E nessuno spiega perché: la ricostruzione tra pause e silenzi
Un servizio a singhiozzo diventato silenzio totale. Ferrovie della Calabria ha parlato di manutenzioni, riassetti e messe in sicurezza. Ma i mesi sono diventati anni, e la locomotiva è ancora ferma
A un certo punto restano solo il silenzio. E tanti punti di domanda. L'ultimo segnale di vita dal profilo Facebook ufficiale del Treno della Sila – e gli indizi social, oggi, sono simili a sassi – è datato 19 febbraio 2026. «Siamo in attesa del completamento dei lavori di messa in sicurezza dei percorsi, così da poter riprogrammare il calendario in totale sicurezza», diceva dopo aver annunciato i rimborsi per le corse mai partite.
Nulla di troppo strano, è lecito intervenire per garantire la corretta e sicura fruibilità di un servizio. Se non fosse che quel post è solo il punto finale di una storia che dura da anni e caratterizzata da “brevi pause”, “manutenzioni per la messa in sicurezza dei percorsi”, di promesse di ripresa che slittavano di stagione in stagione.
Una storia di rinascite (e ricadute)
Il Treno della Sila è un simbolo: percorre tredici chilometri di storia tra Moccone e San Nicola-Silvana Mansio, la stazione più alta d'Italia a 1.406 metri sul livello del mare, attraverso viadotti centenari, boschi di pini larici, radure silenziose e panorami che tolgono il fiato sulla vallata del Crati e sul lago di Cecita.
Il progetto turistico fu lanciato dall'Associazione Ferrovie in Calabria nel 2014, con il primo viaggio sulla tratta Cosenza-Rogliano il 2 marzo di quell'anno. Fu il risveglio di una locomotiva a vapore che giaceva ferma da anni, e segnò l'inizio di una stagione entusiasmante.
Nel 2016, grazie alla volontà della dirigenza di Ferrovie della Calabria e dell'allora assessore regionale alle Infrastrutture Roberto Musmanno, venne riattivato il tratto della ferrovia silana da Moccone a San Nicola Silvana Mansio e fu firmata una storica convenzione per l'organizzazione di treni turistici, successivamente normata dalla Legge Nazionale sulle Ferrovie Turistiche. Ogni domenica, e d'estate anche il sabato, il convoglio era sold out. Turisti da tutta Italia, dall'Europa, persino dall'America salivano su quelle carrozze di legno per vivere un'esperienza fuori dal tempo.
Poi arrivò il Covid, nel 2020, a fermare tutto. Il servizio riprese nel luglio 2021, con rinnovato entusiasmo e file alle biglietterie. Ma qualcosa, nel frattempo, si era incrinato. La tratta, tra il 2022 e il 2023, era già stata ridotta: la percorrenza si limitava a Camigliatello, con la tratta verso San Nicola Silvana Mansio percorribile solo in parte. Un segnale preoccupante, che pochi colsero.
Il 4 febbraio 2024 le corse si fermano di nuovo. L'associazione Ferrovie in Calabria lo annuncia con un post su Facebook, mentre risulta impossibile contattare anche solo telefonicamente l'ufficio informazioni. Ferrovie della Calabria risponde con una nota rassicurante, quasi affettuosa nel tono: il treno si ferma «per una breve pausa di manutenzione ordinaria», la locomotiva deve «rifarsi il look», e presto sarebbe tornata «ad allietare i suoi passeggeri» con «l'ormai imperdibile Assalto dei briganti».
«Stop tecnico e momentaneo»: la formula che si ripete
Settembre 2025. Dopo più di un anno in cui era stata assicurata un certa continuità nel servizio, il Treno della Sila si ferma ancora. Questa volta Ferrovie della Calabria emette una nota più articolata, che parla di «necessità tecnica e normativa» legata agli adempimenti richiesti dall'ANSFISA – l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie – con verifiche straordinarie, riorganizzazione del personale e adeguamento normativo. La società assicura che «alcune date di esercizio sono già previste per settembre e ottobre» e chiude con una promessa: «Il Treno della Sila non si ferma: riparte più forte, più sicuro, più amato». Una formula quasi identica a quella dell'anno precedente.
Tra ottobre e dicembre 2025, ancora una volta, il ripristino provvisorio del servizio, per arrivare a febbraio 2026. L’ultimo post, di cui vi ho parlato all’inizio, poi il nulla. Chi oggi cerca informazioni sul sito ufficiale o sui canali social non trova certezze. Trova solo quel messaggio sospeso, in attesa di «lavori di messa in sicurezza» che non hanno ancora una data di completamento.
Nel frattempo, si moltiplicano gli appelli. A gennaio 2026 è Pino Belcastro, già sindaco di San Giovanni in Fiore, a scrivere formalmente al presidente della Regione Roberto Occhiuto e agli assessori Gallo e Calabrese. Belcastro ricorda che il completamento della tratta fino a San Giovanni in Fiore era già finanziato, che i lavori erano addirittura iniziati con materiali depositati nell'area della stazione di Garga, e che la Ferrovia della Sila era stata inserita con decreto ministeriale tra le Ferrovie storiche d'Italia. Tutto si era bloccato con la delibera di giunta n. 148 del 4 aprile 2023, che aveva dirottato quelle risorse verso l'impianto sciistico di Gambarie d'Aspromonte. «Fu detto che nel giro di pochi mesi le somme sarebbero state rifinanziate» – scrive Belcastro – «a distanza di tre anni nulla è accaduto».
«Vogliamo sapere quando riparte»
Oggi è Salvatore Monaco, sindaco di Spezzano della Sila, a farsi portavoce di una frustrazione che ormai accomuna comunità, operatori turistici e semplici cittadini: «Ho già scritto alla Regione Calabria l'anno scorso per capire quale fosse il problema, e mi avevano risposto che era tutto a posto. A quanto pare, però, la situazione non è stata risolta. Dunque, mi sento di rilanciare l’appello: questo è un patrimonio unico che attrae migliaia di turisti e a cui non possiamo rinunciare».
Sulla stesa falsariga l’associazione Ferrovie in Calabria: «Il nostro obiettivo è comprendere con chiarezza quali siano le reali difficoltà, così da poter continuare, nel ruolo che ci compete come Ente del Terzo Settore, a sensibilizzare istituzioni, enti e opinione pubblica affinché si possano individuare le risorse e le soluzioni necessarie per salvaguardare uno dei simboli più importanti del patrimonio ferroviario calabrese. In questi anni il Treno della Sila ha dimostrato di essere non solo un’attrazione turistica di grande valore, ma anche uno straordinario strumento di promozione territoriale, culturale ed identitaria per tutta la Regione Calabria».
Treno della Sila fermo da mesi, Ferrovie in Calabria chiede chiarezza sul futuro della storica locomotivaLa domanda che rimane sospesa come quell’ultimo post di febbraio – è semplice: quando la vecchia signora di ferro tornerà a fischiare tra i boschi della Sila? La Regione Calabria, finora, non ha risposto.