Front office al Tribunale di Cosenza, la Camera penale contesta il nuovo sistema: «Così si lede il diritto di difesa»
I penalisti criticano l’ipotesi dello sportello unico con prenotazione per consultare i fascicoli e chiedono un modello misto
La Camera penale di Cosenza contesta l’ipotesi di introdurre uno sportello unico di cancelleria, il cosiddetto front office, per gli uffici della sezione penale e dell’Ufficio Gip-Gup del Tribunale cittadino. Al centro della protesta c’è soprattutto la prospettata necessità, per gli avvocati, di prenotare l’accesso per poter consultare i fascicoli.
La posizione è contenuta in una lettera datata 15 ottobre 2026, indirizzata ai presidenti, ai giudici e ai cancellieri della sezione penale, dell’Ufficio Gip-Gup e della Corte d’Assise. Il documento è firmato dal Consiglio direttivo, dal segretario Francesco Santelli e dal presidente Roberto Le Pera.
La Camera penale richiama la collaborazione costruita negli anni
Nella lettera, i penalisti ripercorrono il rapporto di collaborazione sviluppato con magistrati e personale amministrativo durante la pandemia e nella successiva fase di digitalizzazione delle procedure.
Secondo la Camera penale, le difficoltà provocate dall’introduzione dei sistemi telematici sarebbero state affrontate attraverso una collaborazione costante tra avvocati, giudici e cancellieri. I difensori ricordano, in particolare, di aver spesso depositato in udienza copie cartacee di atti già trasmessi tramite Pec o portale, per evitare ritardi o problemi derivanti dal mancato inserimento tempestivo dei documenti nei fascicoli.
Nella nota viene richiamato anche l’impegno condiviso per consentire la celebrazione a Cosenza dei processi con un elevato numero di imputati, affrontando le difficoltà logistiche legate agli spazi e all’organizzazione delle udienze.
Le critiche allo sportello unico con prenotazione
È in questo contesto che la Camera penale considera una rottura l’ipotesi del nuovo front office. Nel documento, gli avvocati sostengono che il sistema rischierebbe di trasformare il rapporto diretto con le cancellerie in un accesso subordinato alla prenotazione.
Per i penalisti, la consultazione tempestiva dei fascicoli è una prerogativa essenziale per l’esercizio del diritto di difesa. La necessità di fissare preventivamente un appuntamento potrebbe, secondo quanto già denunciato dall’organismo forense, ritardare la conoscenza degli atti e rendere più difficile intervenire in prossimità delle udienze.
La lettera esprime anche una valutazione fortemente critica sul piano dei rapporti professionali. La Camera penale afferma di percepire il nuovo modello come un allontanamento dell’Avvocatura dalle cancellerie, nonostante la collaborazione costruita negli ultimi anni.
La proposta di un modello misto
I penalisti riferiscono di aver proposto una soluzione organizzativa mista, basata sulla convivenza tra il front office e alcune fasce orarie di accesso libero alle cancellerie. Una modalità che, secondo la lettera, sarebbe già utilizzata con specifiche articolazioni in diversi tribunali italiani, tra i quali Roma e Firenze.
La proposta, stando a quanto affermato dalla Camera penale, sarebbe stata respinta senza la possibilità di sviluppare un confronto sulle modalità operative e sulle eventuali differenze tra le diverse esigenze di accesso.
Nel documento viene segnalata anche l’esperienza del Tribunale di Castrovillari, indicata dai penalisti come un precedente negativo. Si tratta di una valutazione espressa dalla Camera penale, che invita magistrati e personale delle cancellerie a riflettere sulle conseguenze del nuovo assetto.
Il confronto sul diritto di consultare i fascicoli
La nuova lettera segue le contestazioni già avanzate dalla Camera penale sul rischio che la prenotazione possa limitare la tempestività della difesa. I penalisti avevano evidenziato anche la mancanza, nel processo penale, di un fascicolo telematico integralmente consultabile da remoto.
La richiesta è quindi quella di mantenere un sistema capace di conciliare le esigenze organizzative degli uffici con la possibilità per gli avvocati di verificare gli atti senza ritardi incompatibili con le scadenze processuali.
La nota si conclude con un invito alla riflessione rivolto a tutte le componenti coinvolte.