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07/10/2026 ore 10.26
Società

Tribunale di Cosenza, penalisti contro il front office: «Difesa penalizzata, serve un’adunanza generale»

La Camera penale contesta la prenotazione per consultare i fascicoli: «Un doppio e impari binario tra difensori e pubblico ministero»

di Antonio Alizzi

La Camera penale di Cosenza contesta la riorganizzazione dell’accesso ai fascicoli penali preannunciata dalla Presidenza del Tribunale e chiede di organizzare un’adunanza generale dell’avvocatura del foro bruzio. Al centro della protesta c’è la prevista consultazione degli atti esclusivamente su prenotazione, attraverso un front office che, secondo quanto riferito dai penalisti, sostituirebbe l’attuale accesso alle cancellerie.

Il Consiglio direttivo prende posizione all’esito dell’assemblea degli iscritti del 28 settembre. L’appello è rivolto al Consiglio dell’Ordine degli avvocati, al Comitato pari opportunità e alla Consulta delle associazioni forensi di Cosenza, affinché l’iniziativa venga organizzata congiuntamente e senza indugio.

La contestazione sull’accesso ai fascicoli

Secondo la ricostruzione della Camera penale, la disposizione preannunciata riguarderebbe i fascicoli dei procedimenti e dei processi trattati dall’ufficio Gip-Gup e dalla Sezione penale.

La prenotazione diventerebbe l’unica modalità di consultazione per le parti private e i loro difensori. I penalisti sostengono che il nuovo sistema comporterebbe un differimento dell’accesso «non di ore, ma di uno o più giorni» rispetto alla richiesta.

È questo intervallo a costituire uno dei principali motivi della protesta: per la Camera penale, subordinare la conoscenza degli atti a un appuntamento successivo comprometterebbe l’effettività e la tempestività dell’attività difensiva.

Gli atti depositati alla vigilia dell’udienza

Il direttivo richiama l’assenza, nel contesto descritto, di un fascicolo penale telematico consultabile da remoto. La verifica degli atti rimarrebbe quindi legata all’accesso al fascicolo cartaceo. 

La nota elenca alcuni documenti che possono essere depositati anche il giorno precedente l’udienza: costituzioni di parte civile, memorie difensive e istanze di legittimo impedimento.

La Camera penale segnala inoltre casi di mancato inserimento nel fascicolo di atti trasmessi telematicamente dalle parti. A queste situazioni, secondo il direttivo, i difensori sopperiscono attraverso verifiche in cancelleria e la produzione di «copie di cortesia», per evitare conseguenze processuali.

«Un doppio e impari binario di cancelleria»

La critica riguarda anche la differenza di trattamento che, secondo i penalisti, si determinerebbe tra accusa e difesa. La Camera penale sostiene infatti che il vincolo della prenotazione riguarderebbe soltanto le parti private e i difensori, mentre l’ufficio di Procura conserverebbe la possibilità di accedere al fascicolo nello stesso giorno della richiesta.

Il direttivo definisce questa situazione un «doppio e impari binario di cancelleria», ritenendola incompatibile con il principio della parità delle armi.

Nella nota vengono richiamati gli articoli 3, 24, 97 e 111 della Costituzione, oltre all’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Le violazioni prospettate dalla Camera penale riguardano l’uguaglianza, il diritto di difesa, il contraddittorio e l’imparzialità della pubblica amministrazione.

Le esigenze organizzative e le prerogative difensive

Pur riconoscendo le esigenze amministrative del personale di cancelleria, la Camera penale ritiene che l’organizzazione degli uffici non possa comprimere strutturalmente la possibilità di conoscere tempestivamente gli atti.

Il direttivo colloca la vicenda in quella che considera una progressiva erosione dei diritti delle parti private e dei difensori. Secondo i penalisti, il corretto esercizio della giurisdizione richiede una piena parità tra avvocatura e pubblico ministero.

Da qui la richiesta di una mobilitazione comune delle rappresentanze forensi. L’adunanza generale viene proposta come sede nella quale affrontare la questione e difendere le prerogative professionali, nel segno dello slogan «Resistere significa esistere».