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26/03/2026 ore 12.55
Società

Trigesimo senza sacerdote, la comunità si riunisce lo stesso per ricordare Gina Pugliese

A Cellara la commemorazione celebrata senza la presenza del parroco per le norme liturgiche. La comunità si è riunita comunque in preghiera

di Redazione
Immagine generata dall'Ai

La notizia, riportata da Gazzetta del Sud, riguarda la commemorazione del trigesimo di Gina Pugliese, figura molto conosciuta e stimata in paese, tanto che custodiva l’oro del santo patrono, ed era un punto di riferimento negli ambienti della parrocchia.

Domenica scorsa, nel piccolo centro della provincia di Cosenza, la comunità si è riunita per un momento di preghiera senza la presenza del sacerdote. Una scelta legata alla posizione della Curia, che ha ribadito come la domenica non possano essere celebrate commemorazioni dei defunti. Così pure ha confermato il parroco.

La famiglia della defunta ha comunque deciso di non rinunciare al ricordo, organizzando un momento autonomo, partecipato da numerosi cittadini. Un gesto che ha unito raccoglimento e amarezza, aprendo interrogativi più ampi sul rapporto tra regole ecclesiastiche e vita concreta delle comunità. L’episodio evidenzia una tensione non nuova: da un lato il rispetto delle norme liturgiche, dall’altro il bisogno umano e collettivo di condividere il lutto. A Cellara, borgo di poche centinaia di abitanti profondamente legato alle tradizioni religiose, l’assenza del sacerdote è stata percepita da molti come un segnale di distanza.

Non sono mancate riflessioni anche sul funzionamento della vita parrocchiale: dalla partecipazione dei fedeli al ruolo degli organismi come il consiglio pastorale, fino al coinvolgimento delle nuove generazioni. Il caso di Cellara diventa così emblematico di una questione più ampia che riguarda diverse realtà locali: il rischio di una frattura tra istituzione ecclesiastica e comunità. Nella comunità locale si osserva che: “Quando la rigidità delle regole prevale sulla dimensione pastorale, il pericolo è quello di allontanare i fedeli. E quando una comunità sceglie, anche solo per necessità, di riunirsi senza sacerdote per pregare, il segnale è chiaro: il bisogno di fede resta, ma cerca forme diverse per esprimersi”.