Una giacca stile Chanel che aiuta gli ipovedenti: a Corigliano-Rossano moda e tecnologia entrano in classe
Gli studenti dell’IIS L. Palma Green Falcone Borsellino hanno trasformato un capo ispirato al celebre tailleur in un progetto di fashion tech inclusivo, integrando sensori pensati per favorire orientamento e interazione con l’ambiente
Una giacca elegante, ispirata allo stile Chanel, ma capace di fare molto più che vestire. Dentro una tasca nasconde infatti un sistema di sensori pensato per aiutare una persona ipovedente a orientarsi e a interagire meglio con l’ambiente.
È il cuore del progetto “Fashion Tech: la giacca stile Chanel per l’inclusione”, realizzato dagli studenti dei corsi Sistema Moda ed Elettronica ed Elettrotecnica dell’IIS L. Palma Green Falcone Borsellino di Corigliano-Rossano.
Un lavoro che mette insieme mondi apparentemente lontani: sartoria, elettronica, design, inclusione.
Dal modello sartoriale al dispositivo intelligente
Il progetto è partito dalla reinterpretazione del classico tailleur con giacca in stile Chanel.
Gli studenti del Sistema Moda hanno lavorato sul concept, sulla scelta dei materiali, sulla vestibilità e sugli aspetti estetici e funzionali del capo. A loro il compito di mantenere eleganza e identità del modello, senza sacrificare comfort e praticità.
Poi è entrata in gioco l’elettronica.
Gli studenti dell’indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica hanno progettato un dispositivo intelligente dotato di sensori, inserito direttamente nella tasca della giacca. Il sistema è pensato per fornire segnali e feedback utili a una persona ipovedente, con l’obiettivo di agevolarne l’orientamento.
Il risultato è un capo che non si limita a essere indossato, ma diventa strumento.
Moda e tecnologia, ma con una funzione sociale
Il punto più interessante del progetto sta proprio nell’incrocio tra discipline.
Qui la moda non è soltanto estetica e l’elettronica non è soltanto tecnica. Le due competenze vengono messe al servizio di un bisogno reale, trasformando un esercizio scolastico in una sperimentazione concreta sul terreno dell’accessibilità.
Gli studenti hanno così lavorato su problem solving, progettazione, creatività, precisione, autonomia e collaborazione, competenze che hanno un peso diretto anche in prospettiva professionale.
Fashion tech e tecnologie inclusive sono infatti ambiti sempre più interconnessi, dove alle competenze specialistiche si affianca la capacità di lavorare in team e di integrare linguaggi diversi.
«Le conoscenze diventano competenze»
A sottolineare il valore del progetto è la dirigente scolastica Cinzia D’Amico.
«Questo progetto racconta perfettamente il modo in cui intendiamo la formazione: una scuola nella quale le conoscenze diventano competenze attraverso la pratica, la collaborazione e il confronto con problemi reali».
Per D’Amico, l’esperienza dimostra quanto sia importante abituare gli studenti a mettere in relazione ambiti differenti e a costruire soluzioni concrete.
«I percorsi tecnici offrono l’opportunità di acquisire competenze spendibili nel mercato del lavoro, confrontandosi con la progettazione, la tecnologia e il lavoro di gruppo».
Una giacca, dunque, ma anche un piccolo laboratorio di futuro: quando il design smette di essere soltanto forma e comincia a misurarsi con la funzione, l’inclusione e i bisogni reali delle persone.